Maxi n. 9 – Jenny Dentiverdi
Dylan alle
prese con un'antica creatura leggendaria, un demone delle acque dolci,
colpevole, sedici anni fa, di essersi portato via una bambina, trascinandola
con sé negli abissi profondi di un fiume…
In questa
storia Enna utilizza un elemento classico dylandoghiano come la filastrocca,
per confezionare una storia piuttosto derivativa che sa molto di già letto. Nel
frullatore ci finiscono Il buio (la leggenda di Jenny Dentiverdi ricorda
quello di Mana Cerace), Il mistero del Tamigi (vedasi sequenza pagg. 215-216
o 19°-20° tavola), Il ritorno del mostro (il dottore che si innamora della
sua paziente/assassina) e in generale si respira per tutto il tempo un’atmosfera
quasi "chiaverottiana” (non spiacevole), controfinale compreso, con
qualche tocco di trash. Tuttavia ne viene fuori un minestrone poco amalgamato e
poco convincente, illuminato occasionalmente solo dalle sequenze degli omicidi
in cui affiora qualche timido accenno di splatter dei bei tempi. Mi fa pure
strano che Dylan non prenda a cuore da vicino la sorte di Peg, impegnandosi invece
nella stucchevole storia d’amore con Jade. La peggior prova dylaniata di Enna.
Peccato perché anche in quest’occasione il dinamico duo M&G si mostra parecchio
ispirato, con un’inusuale (per loro) ricorso alla mezza tinta.
Dalla
lettura di questo Maxi, che nel complesso considero sufficiente, si capisce che
non c'è sfiga più tremenda di essere la fidanzata di Dylan (tre su tre ci
lasciano le penne).
Curiosità: A
pag. 226 (30° tavola) Dylan afferma che Bloch gli diede dei favori (!!!). A me
pare sia proprio il contrario!
BODYCOUNT: 5
TIMBRATURA:
No
CITAZIONE: “Jenny
la fata, Jenny la strega, prima ti afferra e dopo ti annega.”
VOTO: 5
Soggetto: Enna
(3)
Sceneggiatura:
Enna (3)
Disegni: Montanari & Grassani (55)
Uscita: giugno 2006

















