Nel cuore di una notte
piovosa, un incidente coinvolge due ragazzi che cercano di attraversare a piedi
l'autostrada. Uno, gravemente ferito, viene sottoposto a un intervento per
salvargli la vita. Nel corso dell'operazione, però, il paziente si risveglia e,
trasformato in una belva sanguinaria, aggredisce i dottori azzannandoli
selvaggiamente. Prima che giunga sul posto la polizia, il ragazzo viene ucciso
e il suo corpo bruciato da un misterioso individuo che fa immediatamente
perdere traccia di sé. Perché qualcuno ha voluto eliminare il ragazzo così
brutalmente? Cosa voleva nascondere? Le risposte, forse, le conosce la
sopravvissuta all'incidente: una ragazza chiusa in sé stessa con cui Dylan
cerca di fare amicizia e che risponde al nome di "Io"…
Storia di massimo riciclo per
Ruju cui basta il minimo del minimo sindacale per riuscire comunque a portare a
casa la pagnotta. Facciamo una checklist, mettendo qualche esempio accanto ad ogni
elemento del soggetto (ma potrebbero essercene altri):
- La ragazza venuta dal nulla e Dylan che si prende cura di lei a ogni costo -> Il sonno della ragione
- Uno dei tanti inferni -> beh.. Inferni, anche se qui la teoria sclaviana viene un po’ forzata
- Il prete/reverendo serial killer che combatte una cospirazione -> Storia di un povero diavolo
- Esseri superiori che dominavano il mondo nell’antichità: La stirpe degli immortali
- L’istituto in cui si fanno segretissimi esperimenti genetici con il dottore-capo legato alla sua creatura più importante-> Scanner
- Demoni e affini che vogliono comandare il mondo -> c’è l’imbarazzo della scelta.
Niente di nuovo sotto il sole insomma,
quasi tutto già visto e previsto, eppure la storia, pur trascurabile, funziona comunque
sull’onda dell’empatia di Dylan, che contagia anche Groucho, e un sorprendente
(almeno questo, sì) finale amaro. Merito anche di Freghieri che, come da specialità
della casa, esegue un efficace lavoro sui primi piani dei personaggi, facendo
risaltare la fragilità (apparente) di “Io” e la preoccupazione di Dylan. Belle
le tavole sotto la pioggia e la vaga sensazione di malinconia che aleggia in
certi momenti. Finalmente ci viene regalato anche un po’ di nudo (ed in questo
Freghieri è maestro assoluto) che non si vedeva da tempo. Sempre gradevole l’effetto
pennellata sulla cover di Stano, ma la sua “Io”, che fa pensare più a un
vampiro, proprio non mi piace.
Comunque non capirò mai perché, a parte alcune eccezioni, sull'Almanacco non sono mai state presentate storie in tema con uno dei dossier pubblicati.
BODYCOUNT: non quantificabile
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “Sono demoni! Demoni
dell’inferno!”
VOTO: 6
Soggetto: Ruju (63)
Sceneggiatura: Ruju (63)
Disegni: Freghieri (44)
Uscita: marzo 2006

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