Jimmy Randall non è morto, e
questo è un bene per lui. Perché mai si ritrova a camminare nel mondo delle
ombre, nelle praterie infinite di un inferno? Ai viventi non è concesso
frequentare l'aldilà e Jimmy deve tornare a casa prima che il confine tra i
vivi e i morti si dissolva del tutto. Godfrey sa come aiutarlo, ma la strada
del ritorno è lunga e pericolosa. Sulla Terra, c'è un vecchio amico che può
dargli una mano: un simpatico, folle Indagatore…
Di gran lunga il peggiore tra i
primi dieci speciali, nonché uno dei più brutti in assoluto di questa gloriosa
testata. All’epoca dell’acquisto fu una delusione tremenda per me. Lo Speciale
fino ad allora aveva rappresentato garanzia di qualità e il prezzo più elevato rispetto
agli albi della serie regolare si accettava serenamente grazie alla consapevolezza
di portare a casa una storia che sarebbe stata tra le migliori dell’annata
dylaniata. Le mie certezze su un Dylan Dog sempre ad alto livello cominciarono invece
a vacillare. Riletta oggi l’ho ritrovata anche peggio di quanto ricordassi. La
prima sensazione, fortissima, che assale il lettore è quella di aver trangugiato
una minestra, anzi un minestrone, riscaldato. Intanto, ma qui non è una colpa
degli autori, due storie in edicola lo stesso mese ambientate negli
"Inferni" e con il buon direttore “due facce” non furono una scelta
particolarmente azzeccata. La storia comincia riesumando il finale del n. 30 La
Casa Infestata, per introdurre il ritorno, non richiesto da nessuno credo,
di God(frey). Tra l’altro, le battute sul nomignolo di quest’ultimo frantumano
gli ammennicoli dopo poche pagine, ma ce le dobbiamo sorbire sin quasi alla
fine. Ci dobbiamo poi ribeccare, rispiegata per filo e per segno, la visione
sclaviana degli “inferni”. Mignacco, alla sua seconda e finora ultima esperienza sullo Speciale, ricicla a destra e a manca: le vicende dei
cari estinti ritornati a camminare tra i viventi che ricordano troppo altre
analoghe esperienze anche chiaverottiane, un Jack lo Squartatore “alternativo”,
la soluzione legata all’errore di trascrizione (Il giorno del Giudizio),
un triangolo amoroso con implicazioni omicide (Risvegli). Richiamate in
servizio anche la Trelkovski e le inseparabili Glenda e Dora; manca solo Lord
Wells alla rimpatriata! Mignacco pare addirittura divertirsi a riproporre cliché
dylaniati e situazioni già viste nella serie, visto che ci scherza pure sopra come
a pag. 44 con la battuta “odio le gag ripetute”. Come se non bastasse la
sceneggiatura è colma di forzature: partendo dall’espediente furbo della
"figlia" di God, passando dal motivo per cui quest’ultimo stermina l’allegra
famiglia americana e finendo con Jimmy che si dispera per dover dire addio al
suo “amico” indiano. Ci sono passaggi incoerenti (i morti non dovrebbero
provare sentimenti, affermazione smentitissima), una banalissima critica alla “TV
verità” e un intermezzo fantasy avulso dal contesto a rendere ancor più indigesta
questa minestra. Forse un numero inferiore di pagine avrebbe giovato. Non è
tutto da buttare certo, trovo irresistibili ad esempio i siparietti telefonici
Groucho-Jenkins, ma davvero poco poco. Da uno speciale inoltre sarebbe lecito
attendersi un livello elevato almeno dal comparto disegni. Invece anche Siniscalchi
delude, confezionando un lavoro frettoloso, “tirato via”, poco dettagliato, firmando
la sua prova peggiore per Dylan Dog. Meglio la copertina di Stano, con gli
inquietanti incappucciati senza volto; non ho mai capito, però, che c’entrino
con la storia.
Curiosità: (1) Come riportato
anche sull’editoriale, il titolo non ha nulla a che fare con il bel film I
vivi e i morti (House of Usher, 1960) di Roger Corman. (2)Alle pag.
15-17 e 18 la sorella di Jimmy Randall ascolta When the angels fall di
Sting. (3)A pag. 26 scopriamo che Dylan non ascolta più solo vinili, ma è
passato anche ai CD. L’album scelto è Music for the Native Americans di Robbie Robertson & The Red Road Ensemble
e la canzone riprodotta Mahk Jchi (Heartbeat Drum Song). (4)La profezia
di Dylan a pag. 59 secondo cui Bloch non
arriverà alla pensione ma “continuerà a fare il poliziotto finché avrà un
alito di vita” verrà clamorosamente smentita nel n. 338 della serie regolare.
BODYCOUNT: 7
TIMBRATURA: Sì (1, Windy anche se
“fuoricampo”)
CITAZIONE: “I morti non provano
sentimenti: non amano… non odiano, e neppure si annoiano. I morti non hanno paure,
né desideri. Sono come automi… e qui negli inferni continuano a fare le stesse
cose che facevano da vivi, sulla terra.”
VOTO: 5
Soggetto: Mignacco (7)
Sceneggiatura: Mignacco (9)
Disegni: Siniscalchi (6)