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sabato 16 dicembre 2023

Dylan Dog presenta Groucho (8) - Sotto il vestito troppo

 

Un quadro che è meglio non raddrizzare, un annoiato gentiluomo, un fantasma pavido che ama raccontare strampalate leggende e un'antica storia d'amore. Nient'altro? Ah, già, quasi ci dimenticavamo di Groucho, alle prese con una instancabile e affascinante... serial lover!

Ottavo e ultimo “grouchino” allegato allo Speciale dylaniato annuale. Per rivedere all’opera Groucho nel ruolo di protagonista dovremo attendere quasi vent’anni il “Grouchomicon”, un cofanetto che raccoglie tredici albetti di formato simile ai classici “grouchini” contenenti storie poi ristampate nel tempo (tranne una) su Color Fest. Come già l’anno precedente con Paola Barbato, anche quest’ultimo grouchino è usato come “palestra” per uno sceneggiatore debuttante nella serie: Tito Faraci. A differenza di Paola, che era un’esordiente assoluta nel mondo del fumetto, Faraci vantava già una certa esperienza nel campo, se pur relativamente recente. Tito all’epoca aveva già infatti collaborato con la Disney Italia scrivendo diverse storie di Topolino, Paperinik & co., aveva sceneggiato per Lupo Alberto e scritto soggetti per Diabolik, conquistando alcuni premi, tra cui quello di autore emergente a Lucca Comics. Il suo sodalizio con Dylan Dog si rivelerà meno longevo e fortunato di quello della collega Barbato. Per Bonelli collaborerà comunque ad altre testate, lanciando poi Brad Barron, un personaggio tutto suo. In tempi recenti è tornato a immergersi in atmosfere dylaniate, scrivendo la miniserie “spin-off” dedicata a Daryl Zed.  Questo suo debutto “grouchesco” è veloce e divertente. Malgrado il titolo faccia il verso a Sotto il vestito niente (1985) di Carlo Vanzina, la trama ha ben poco da spartire con il thriller diretto dal figlio del grande Steno se non per il fatto che anche qui ci sarebbe una serial killer che però è diventata… una serial lover! L’idea vincente di Faraci è proprio quella di ribaltare i ruoli: Groucho diventa indagatore dell’incubo (particolarmente allupato) e Dylan assistente, Jenkins è un improbabilissimo ispettore Jenkins mente Bloch si trova a dirigere il traffico. Avrei però evitato di voler dare una spiegazione a tutti i costi anche se le gesta di William Crooked strappano più di un sorriso. Ai disegni ritroviamo per l’ottava volta (su 8!) il confermatissimo Piccatto. Tuttavia il buon Luigi non ha qui la stessa verve mostrata nel coevo Il battito del tempo, “tirando via” alcune tavole e trascurando gli sfondi di altre. Il suo Groucho rimane sempre il più simpatico però. La pruriginosa copertina di Stano, che cita quella di Memorie dall'invisibile con la super maggiorata serial lover in impermeabile in primo piano è invece ben curata e si contende la palma di miglior cover dei “grouchini” con quella de L’uomo con la bombetta.

Curiosità: Con quest’albetto Piccatto raggiunge il traguardo delle 30 storie disegnate per la saga dylaniata.

BODYCOUNT: 0

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Che mestieraccio l’indagatore dell’incubo! Se rinasco faccio lo zombi!”

VOTO: 7

Soggetto: Faraci (1)

Sceneggiatura: Faraci (1)

Disegni: Piccatto (30)

sabato 4 novembre 2023

Dylan Dog presenta Groucho (7) - Il cavaliere di sventura

 

Perché Killex, Mana Cerace, Hamlin e il dottor Hicks vogliono il Fulcro di Convergenza? E cosa c'entra con i destini dell'universo l'inquietante Odoacre Sinnutti, esponente di spicco dell'antica scuola jettatoria partenopea? A Groucho, l'improba fatica di scoprirlo…

Il settimo appuntamento con le avventure in solitaria di Groucho è insospettabilmente importante. Segna, infatti, l’esordio nel mondo del fumetto di Paola Barbato, autrice che saprà lasciare un’impronta importante sul personaggio di Dylan Dog e sull’intera serie. Suo il primato di prima sceneggiatrice donna per Dylan, ma non di primo esponente del genere femminile a scrivere qualcosa di dylaniato visto che Magda Balsamo aveva firmato il soggetto di Abyss un paio d’ anni prima. Paola, di origini milanesi e all’epoca ventisettenne, aveva suscitato l’interesse di Mauro Marcheselli inviando in redazione una sua raccolta di racconti intitolata Intermittenze (all’epoca e a lungo tempo inedita) che pareva, stando all’editoriale dell’albetto, in perfetta sintonia con le storie dell’indagatore dell’incubo. Per lei viene scelto un battesimo di fuoco, perché il “grouchino” era considerato la pubblicazione dylaniata più difficile in assoluto da scrivere, figuriamoci per un’esordiente. Ed è clamoroso pensare, come ci viene rivelato sempre nell’editoriale, che il soggetto del Cavaliere di sventura era stato originariamente pensato per Dylan Dog e, non si sa bene come e con quali differenze, si trasformò poi nella sceneggiatura di questo albetto. Carina sicuramente l'idea di riportare in auge i nemici storici di Dylan, anche se in versione "macchiette". Vediamo sfilare infatti Mana Cerace, il Professor Hicks, Hamlin e un redivivo Killex. E non sono gli unici volti noti che ritornano, dal momento che si rivedono anche Lord Wells e Cagliostro. Simpatico il personaggio di Odoacre Sinnutti, dichiaratamente ispirato allo iettatore interpretato da Totò nell’episodio La patente del film Questa è la vita (1954). Purtroppo, però, la storia non fa ridere come le precedenti, al massimo strappa qualche sorriso. Nel finale con la lunga e ridondante spiegazione sul fulcro di convergenza ci si annoia anche un po’. Esordio dunque in sordina per Barbato che avrà comunque tempo e modo di dimostrare tutto il suo valore già a partire dalla sua prima storia per la regolare che sarebbe stata pubblicata l’anno successivo. Ai disegni di questo “grouchino” ritroviamo ancora una volta il confermatissimo Piccatto che “gioca in casa” avendo già avuto modo in precedenza di realizzare tutti i comprimari di questo “grouchino” ad eccezione di Killex. In copertina Stano sceglie di presentare di spalle i cattivoni in atto di aggredire il folle assistente. Io avrei optato per un altro concept, ricreando la vignetta con i cloni di Groucho, ma comprendo che la cover scelta attirasse di più il lettore.

Curiosità: (1) Per la prima volta il “grouchino” non è scritto dallo stesso autore dello speciale cui è allegato. (2) Odoacre Sinnutti, come peraltro ci viene rivelato nella storia, è l’anagramma di Antonio De Curtis, in arte Totò. (3) Nella storia viene già tenuto conto dell’aumento della tariffa di Dylan a 100 sterline al giorno, che verrà ufficializzato nel n. 145 della serie regolare. (4) A pag. 21 (19° tavola) gli attori chiamati a interpretare il film su Killex sono un certo Rupe Everest (!!) nei panni di Dylan Dog e una certa Anna Merli (ispirata anche nelle fattezze ad Anna Falchi!) nei panni di Joy Freeman.

BODYCOUNT: 0

TIMBRATURA: 0

CITAZIONE: “Mpf! Tutti questi anni di fedele servizio ed ecco qui l’eredità di Dylan!”

VOTO: 5

Soggetto: Barbato (1)

Sceneggiatura: Barbato (1)

Disegni: Piccatto (27)

giovedì 5 ottobre 2023

Dylan Dog presenta Groucho (6) - Love Story

 

Guai in famiglia per la giovane Selena! I suoi genitori hanno preso improvvisamente a farsi una guerra spietata, e alla disperata ragazza non resta che sperare nei buoni uffici di Groucho… Ma sarà stata una buona idea rivolgersi a lui?

Come ormai consuetudine fin dal primo albetto dedicato al simpatico assistente di Dylan, chi scrive lo Speciale si accolla anche soggetto e sceneggiatura del “Grouchino”. Questa però sarà l’ultima volta che ciò succederà.  Ai disegni invece confermatissimo Piccatto, anche lui chiamato al doppio impegno, ma per la prima e unica volta. Love Story non è tuttavia all'altezza dello Speciale cui si accompagna. Ruju, anche lui alla prima e unica esperienza in questa particolare mini-pubblicazione, sbaglia nella pretesa di voler costruire una trama, quando i migliori “Grouchini” si sono invece dimostrati quelli che univano situazioni non-sense e surreali a battute a raffica, seguendo solo un flebile filo conduttore, non necessariamente logico (Horrorpoppin uber alles). Il soggetto è dichiaratamente ispirato al film diretto da Danny De Vito nel 1989 La guerra dei Roses e non, come farebbe supporre il titolo, a Love Story (1970) pellicola di grande successo di Arthur Hiller, tratta da un romanzo di Erich Segal uscito nel 1970. Il problema della sceneggiatura è che si ride troppo poco. Anche le battute di Groucho sono per lo più insipide. E il lavoro di Piccatto appare un po’ frettoloso, forse a causa delle numerose tavole che si è trovato a dover disegnare tra Speciale e “Grouchino”. Non indimenticabile nemmeno la copertina di Stano.

Mediocre. Almeno il baffo consuma anche stavolta!

Curiosità: A pag. 12 Groucho sostiene di essere uno specialista di case infestate, avendone liberata una l’anno precedente, chiaro riferimento all’albetto Per chi suona il campanello, allegato allo Speciale n. 10.

BODYCOUNT: 0

TIMBRATURA: Sì, ma è di Groucho e quindi non conta!

CITAZIONE: “Forse non lo sembro, ma io sono un tipo serio. L’ultima volta che ho fatto l’amore con una ragazza, poi ho voluto che mi presentasse la sua famiglia. E’ andato tutto bene, solo il marito si è un po’ alterato…”

VOTO: 5,5

Soggetto: Ruju (6)

Sceneggiatura: Ruju (6)

Disegni: Piccatto (25)