Un quadro che è meglio non raddrizzare, un annoiato gentiluomo, un fantasma pavido che ama raccontare strampalate leggende e un'antica storia d'amore. Nient'altro? Ah, già, quasi ci dimenticavamo di Groucho, alle prese con una instancabile e affascinante... serial lover!
Ottavo e ultimo “grouchino” allegato allo Speciale dylaniato annuale. Per rivedere all’opera Groucho nel ruolo di protagonista dovremo attendere quasi vent’anni il “Grouchomicon”, un cofanetto che raccoglie tredici albetti di formato simile ai classici “grouchini” contenenti storie poi ristampate nel tempo (tranne una) su Color Fest. Come già l’anno precedente con Paola Barbato, anche quest’ultimo grouchino è usato come “palestra” per uno sceneggiatore debuttante nella serie: Tito Faraci. A differenza di Paola, che era un’esordiente assoluta nel mondo del fumetto, Faraci vantava già una certa esperienza nel campo, se pur relativamente recente. Tito all’epoca aveva già infatti collaborato con la Disney Italia scrivendo diverse storie di Topolino, Paperinik & co., aveva sceneggiato per Lupo Alberto e scritto soggetti per Diabolik, conquistando alcuni premi, tra cui quello di autore emergente a Lucca Comics. Il suo sodalizio con Dylan Dog si rivelerà meno longevo e fortunato di quello della collega Barbato. Per Bonelli collaborerà comunque ad altre testate, lanciando poi Brad Barron, un personaggio tutto suo. In tempi recenti è tornato a immergersi in atmosfere dylaniate, scrivendo la miniserie “spin-off” dedicata a Daryl Zed. Questo suo debutto “grouchesco” è veloce e divertente. Malgrado il titolo faccia il verso a Sotto il vestito niente (1985) di Carlo Vanzina, la trama ha ben poco da spartire con il thriller diretto dal figlio del grande Steno se non per il fatto che anche qui ci sarebbe una serial killer che però è diventata… una serial lover! L’idea vincente di Faraci è proprio quella di ribaltare i ruoli: Groucho diventa indagatore dell’incubo (particolarmente allupato) e Dylan assistente, Jenkins è un improbabilissimo ispettore Jenkins mente Bloch si trova a dirigere il traffico. Avrei però evitato di voler dare una spiegazione a tutti i costi anche se le gesta di William Crooked strappano più di un sorriso. Ai disegni ritroviamo per l’ottava volta (su 8!) il confermatissimo Piccatto. Tuttavia il buon Luigi non ha qui la stessa verve mostrata nel coevo Il battito del tempo, “tirando via” alcune tavole e trascurando gli sfondi di altre. Il suo Groucho rimane sempre il più simpatico però. La pruriginosa copertina di Stano, che cita quella di Memorie dall'invisibile con la super maggiorata serial lover in impermeabile in primo piano è invece ben curata e si contende la palma di miglior cover dei “grouchini” con quella de L’uomo con la bombetta.
Curiosità: Con quest’albetto Piccatto raggiunge il traguardo delle 30 storie disegnate per la saga dylaniata.
BODYCOUNT: 0
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “Che mestieraccio l’indagatore dell’incubo! Se rinasco faccio lo zombi!”
VOTO: 7
Soggetto: Faraci (1)
Sceneggiatura: Faraci (1)
Disegni: Piccatto (30)


