Di ritorno dalla Scozia, l'auto di Dylan Dog si guasta improvvisamente in mezzo a una foresta e il nostro si ritrova a lottare per sopravvivere nel pieno di una misteriosa tormenta di neve fuori stagione. Costretto a rifugiarsi in quella che sembra la classica casa stregata, l'Indagatore dell'Incubo si ritroverà invece ad affrontare un orrore per lui ben più spaventoso! Una surreale diretta televisiva da cui l'Old Boy avrà un solo modo per fuggire: attendere con gli altri l'inevitabile… eliminazione finale!
Speciale soporifero, la noia è sempre lì dietro l'angolo ad aspettarti. Medda saggiamente cerca un'alternativa al classico schema dei Dieci piccoli indiani (o Sette Anime Dannate se vogliamo rimanere in tema), mettendo quindi da parte gli omicidi. Senza un giallo da risolvere e rinunciando all'uscita cruenta dei concorrenti dalla casa c'è poco altro per tenere desto l'interesse del lettore. Non vi riescono certo i comprimari la cui caratterizzazione da carne da macello da reality show è tanto corretta, quanto scontata. Anche il vecchio ospedale psichiatrico è sì una buona idea sulla carta, ma appare quasi giustapposta e avulsa dal contesto, se non per giustificare in qualche modo le apparizioni della casa stregata. O forse per far crescere il numero di pagine fino ad arrivare a quello richiesto per lo Speciale, così come la sequenza del medico che si confida con il prete, del tutto pleonastica. Il finale con la Morte è invece coerente e il discorso sulla meritocrazia perfettamente meddiano; di fatto sono le cose che più mi hanno convinto dell'albo. Il comportamento di Dylan è strano, piuttosto passivo con le ragazze (anche se poi alla fine con una ci va), ma non male i suoi dialoghi coi buzzurri (vedi quello con Alphonse mentre tagliano la legna). Ai disegni, ad inchiostrare le matite di Piccatto, troviamo Giorgio Sommacal, al suo esordio su Dylan Dog. I due avevano già collaborato insieme disegnando il primo albo di Demian, mini-serie creata da Pasquale Ruju e pubblicata da Bonelli a partire dal maggio del 2006. Piemontese come il compianto Luigi, Sommacal aveva già a curriculum collaborazioni con la ACME (per la quale aveva disegnato storie di Cattivik e Lupo Alberto) dal 1989, con Il Giornalino e con la Mondadori – Libri per ragazzi. Il duo fornisce una prova altalenante. Le ragazze sembrano cambiare fisionomia, volto, pettinatura da una vignetta all’altra… punto più basso l’ultima vignetta di pag. 58. Apprezzabili invece l’incipit nella nebbia, i flashback, gli interni e gli esterni della casa. Alcuni primi piani sono curati, altri tirati via. La copertina di Stano cita il confessionale del “Grande Fratello”, peccato nella storia non ci sia nessun killer mascherato armato di ascia in giro a mietere vittime.
Curiosità: (1) A pag. 20 scopriamo che Martin Mystere è più famoso di Dylan Dog. (2) A pag. 31 il poeta italiano a cui si riferisce Merryl è il cantautore Francesco Guccini. (3)A pag. 121 è Sean a citare un’altra canzone italiana, decisamente meno impegnata: Hully Gully in dieci di Edoardo Vianello. (4)A mescolare horror e reality show al cinema ci aveva pensato già il regista Marc Evans nel 2002 con My little eye.
BODYCOUNT: 7
TIMBRATURA: Sì (1, Dharma)
CITAZIONE: “E’ solo spettacolo, Dylan… non è una questione di meriti.”
VOTO: 5,5
Soggetto: Medda (16)
Sceneggiatura: Medda (16)
Disegni: Piccatto (45) e Sommacal (1)
Uscita: settembre 2007



