lunedì 2 novembre 2026

Anticipazioni dylaniate da Lucca Comics & Games 2026

 

 

Con molta fantasia ho riciclato titolo e immagine del post dello scorso anno, ma tanto chi se ne ricorda?

Si è tenuto ieri in quel di Lucca il consueto incontro dedicato alle prossime novità dal mondo di Dylan Dog. Presenti all'incontro il direttore editoriale Michele Masiero, la curatrice della serie Barbara Baraldi e un Franco Busatta in gran forma.

Le anticipazioni non sono state molte e hanno riguardato quasi esclusivamente le storie che si affacceranno in edicola nei prossimi mesi. Per quanto concerne il reparto multimediale, si è parlato infatti solo del Dylan Dog Horror Show, lo spettacolo teatrale che sta portando in scena l'universo dell'indagatore dell'incubo all'Eliseo di Roma. A domanda di un lettore presente in merito alla serie TV, Masiero ha nicchiato, limitandosi a dire che ci saranno novità in ambito multimediale, che verranno annunciate prossimamente.


 Per quanto riguarda la serie regolare usciranno:

- Irreversibile (De Feo - Camagni), in edicola a fine anno, omaggio ad Agatha Christie

- Processo all'incubo (Aragoni - Freghieri), all'insegna dello splatter

- Vivono tra le cose (Filodoro - Massagli), sperimentale a livello di disegni

- Painkiller (Marzano - Lo Manto), anche in questo caso si è parlato di sperimentazioni a livello visivo

- Tagli al personale (Chiaverotti - Califano), ispirata a Battle Royale anche se il titolo mi rimanda a Severance di Christopher Smith

- (titolo non svelato) (Bilotta - Gerasi), che vedrà il ritorno di Lord Wells!

Uscirà inoltre un albo bis scritto da Poretto&Mericone su soggetto suggerito da Baraldi, con i disegni di Corrado Roi. E' stato sottolineato più volte come Sclavi abbia molto apprezzato questo lavoro.

A novembre in uscita il Color dedicato ad Ambrosini, già annunciato a Lucca lo scorso anno. Busatta ha rivelato che la copertina era un’illustrazione che Ambrosini aveva realizzato in occasione della scomparsa di Sergio Bonelli. Per quanto riguarda i testi, il Conte aveva scritto una storia da 60 pagine, non totalmente compiuta; sulla sceneggiatura, dopo la sua scomparsa, ci hanno messo le mani prima Ornigotti e poi gli altri due disegnatori coinvolti nel progetto, Camagni e Bacilieri, per portarla alla lunghezza di 94 pagine.

A inizio 2027 uscirà invece un Color con copertina, svelata in anteprima, disegnata da Greta Xella contenente tre storie realizzate da Mignacco-Gabos, Baraldi-Biondi e da Riccardo Torti (che si occuperà dei testi, oltre che dei disegni).

Franco Busatta ha parlato dell'imminente uscita di L'opposto e il suo contrario di Bilotta-Ponchione, sequel "spirituale" de Il contrario e l'opposto, uscito a giugno dello scorso anno su Oldboy-Nuove serie n. 2 a firma degli stessi autori. Mi è parso assurdo sentire che a Ponchione mancherebbero ancora 7 tavole da disegnare? Possibile? L'albo dovrebbe arrivare in edicola il 18 dicembre.

Dopo dovrebbe essere la volta di una storia firmata Poretto&Mericone - Ripoli, anche se Busatta non si è detto sicuro che uscirà proprio nell'Old Boy successivo a quello di Bilotta. Annunciata anche una storia interamente firmata da Gigi Simeoni (testi e disegni).

 

Per la nuova collana Horror Stories, lo "Speciale-Bis, inaugurata quest'anno con Le nebbie di Praga, a inizio anno uscirà una storia realizzata da Russo-Armitano, con copertina del maestro Angelo Stano.

L'Enciclopedia della Paura 2026 presenterà di nuovo quattro mini-storie inedite, firmate Pelosi-Dossena, Pelosi-Serra, Lanzoni-Borgioli, Russo-Martinello. Non mancheranno anche le classifiche 6-6-6 tanto care a Busatta.

 E questo è tutto per ora!

domenica 1 novembre 2026

Dylan Dog #259 - Da una lontana galassia

 

A quindici anni di distanza dall'uccisione dei nonni, avvenuta quando era poco più che bambino, Luc Faraday, famoso scrittore di fantascienza, ha riacquistato parte della memoria perduta per lo shock. Ora ricorda chiaramente che a commettere quegli omicidi non furono, come aveva testimoniato al processo, i membri di una banda di rapinatori, ma dei mostri venuti dallo spazio. Per scoprire quindi la verità sul suo passato, Luc chiede a Dylan Dog di accompagnarlo a Northland, la sua città natale, dove tutto ha avuto inizio… e dove tutto finirà!

Vedendo la presentazione dell'albo in quarta di copertina nel #258 mi ero quasi esaltato con la vignetta delle maschere da hockey disegnata da Roi, molto inquietante. Peccato sia una delle pochissime cose da salvare di una storia il cui principale problema non è tanto di essere trita o derivativa ma di essere sceneggiata malissimo. Il buon Luc, attorno a cui ruota tutta la vicenda, è presentato come un complessato e da sempre, non solo da quando inizia a rivedere gli "hockeysti" ma, prima ancora, per non saper distinguere realtà dalla fantasia dei suoi romanzi. E’ davvero difficile immaginarlo come uno scrittore di successo e non come uno che avrebbe dovuto passare la sua vita nel manicomio di Harlech. Anche la costruzione della trama gialla non convince perché la pista aliena non è approfondita e quindi non viene mai presa seriamente in considerazione né da Dylan né, a maggior ragione, dal lettore. Invece salta fuori la solita cospirazione di paese in cui basta rapinare tre ville per diventare ricchi sfondati in 5. Ancora non capisco poi perché Fell avrebbe dovuto vuotare il sacco. Boh... Dylan gira a vuoto, ha un flirt abortito con la monodimensionale agente e alla fine non risolve manco il caso: né lui né l'ispettrice ci erano arrivati e vengono salvati da altri (e magari fossero stati davvero gli alieni!!!). Mignacco infarcisce l’albo di citazioni a tema, forse l’unico particolare davvero interessante.

Mezzo punto in più per i disegni di Roi: perturbanti le sequenze "lunari" con le maschere da hockey (con buona pace di Jason Voohrees) e l'incursione "aliena" finale. Bella anche la copertina, fuorviante, di Stano.

BODYCOUNT: 5

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Gli alieni scendono sul nostro pianeta… E per farlo scelgono proprio la città più noiosa di tutta l’Inghilterra!”

VOTO: 4,5

Soggetto: Mignacco (18)

Sceneggiatura: Mignacco (20)

Disegni: Roi (46)

Uscita: aprile 2008


sabato 31 ottobre 2026

In edicola: Dylan Dog n. 482 - L'ultimo treno della notte

 

Julia è una giornalista della sezione “Cronaca nera” del Night Post. È specializzata in delitti seriali, tormentata da un avvenimento che in passato sconvolse la sua famiglia: i suoi nonni, parecchi anni prima, furono uccisi da un assassino che non fu mai identificato e che, si è convinta… non fosse neppure umano. Oggi, l’unico a poter fermare questa scia di sangue che si trascina da decenni è l’Indagatore dell’Incubo. E mentre gli omicidi si susseguono implacabili, Dylan dovrà capire che non è del serial killer che bisogna avere paura… ma delle sue vere motivazioni!

Dopo l’interessante esordio con il n. 458-bis L’oscuro messaggero, in cui era stato affiancato dal veterano Pasquale Ruju nella stesura della sceneggiatura, Mauro Aragoni torna su Dylan Dog con un altro albo potentemente orrorifico, stavolta realizzato in solitaria.

DA QUI IN AVANTI SEGUONO SPOILER

Malgrado il titolo sia un affettuoso omaggio all’omonimo film del 1975, la storia non ha alcun debito con il “rape&revenge movie” di Aldo Lado. La vera fonte di ispirazione è invece da ricercare in The Night Flyer-Il volatore notturno, racconto di Stephen King presente nell’antologia “Incubi&Deliri” e trasposto su grande schermo dal regista Mark Pavia nel 1997. Nella versione “King-Paviana”, il killer (in realtà un vampiro) seminava morte in piccoli aeroporti deserti, dissanguando le vittime, mentre qui l’assassino seriale si sposta, via treno, in piccole stazioni ferroviarie di paesini rurali per fare sostanzialmente lo stesso, ma nutrire non sé stesso, ma l’amata. In entrambi casi un giornalista che non brilla per simpatia ne segue le tracce, alla ricerca del grande scoop. Aragoni lascia un piccolo indizio con il personaggio di Dwight Dees, il vampiro con le fattezze del Conte Orlok del Nosferatu di Murnau: in The Night Flyer Dwight Renfield (nome che a sua volta omaggiava Dracula) è infatti il misterioso “volatore notturno”, mentre Richard Dees è il giornalista che gli sta alle calcagna. Questo n. 482 si distacca comunque parecchio dal modello di riferimento, a partire già dalla particolare arma utilizzato dal killer per compiere i suoi splatterosissimi ed efferati omicidi. La sceneggiatura non è esente da difetti, ci sono diversi aspetti che non tornano. Tanto per cominciare, nell’ultimo terzo di storia, Julia viene totalmente dimenticata; considerata l’importanza che aveva avuto fino ad allora nell’economia della vicenda, forse le si poteva ritagliare ancora dello spazio, sottraendo due o tre pagine al finale totalmente consacrato al personaggio di Diana. Lasciando perdere gli interrogativi sulla presunta età del killer, una volta che il mistero viene svelato non è dato capire cosa abbia fatto nei 40 anni successivi alla prima catena di delitti: Diana doveva pur mangiare, visto che aveva la “fame rossa”. Né come sia possibile che una serie così lunga di omicidi, sia quella degli anni ’80 che quella sui cui indaga Dylan, non abbia attirato prima l’interesse dei media o della polizia (ok, ogni contea ha la sua giurisdizione, ma…). Nonostante questi macroscopici interrogativi rimasti aperti, l’albo funziona e anche molto bene se ci lascia completamente trascinare in questa spirale d’orrore senza porsi troppe domande, un po’ come succede di fronte a certi film di paura (penso soprattutto a Dario Argento) in cui si rimane affascinati da quello che accade sullo schermo, più che dal perché o come accade. Aragoni ci infila poi un classico espediente dylaniato, il flashback con la “cornicetta” che in passato è toccato spesso proprio a Roi disegnare.

FINE SPOILER

E a proposito di Roi… la sua prova è a dir poco eccezionale. Sono innumerevoli le tavole o le vignette che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta. Suggestivo il prologo immerso nella nebbia, così come le sequenze nella neve e l’ultima tavola la vorrei in formato poster (magari firmata dal grande Corrado) da appendere al muro. Le grandguignolesche atrocità perpetrate dal killer sono rese in maniera superba, con disegni che ne enfatizzano, dettagliatamente, la crudeltà. In alcune scene l’orrore esplode in tutta la sua potenza, come nell’incubo di Dylan alle pagg. 47-49, o in quelle in cui abbondano arti e teste mozzate. Poi, vabbè, le pagg. da 70 a 73 sono da mozzare il fiato. La copertina dei fratelli Cestaro è intrigante, pur non rivelando nulla di ciò che accade nella storia; molto ben riuscito l’effetto nebbioso dello sfondo.

Questo è un albo, a gusto mio, da sfogliare e risfogliare anche senza bisogno di rileggere la storia. A livello di disegni siamo dalle parti del capolavoro.

Curiosità: (1) Cameo di Pink Rabbit a pag. 29. (2) A pag. 38 Dylan cita il “killer del camion frigo”, il villain della prima stagione della serie TV Dexter. (3) Nell’editoriale ospitato sull’Horror Club, Corrado Roi svela un aneddoto curioso, che non conoscevo, che spiega perché, dopo i suoi primissimi lavori dylaniati, per un certo periodo di tempo lavorò poco con Sclavi, disegnando invece storie di altri sceneggiatori. Vi lascio il piacere di scoprirlo.

BODYCOUNT: 18 (oltre a una serie non quantificabile di vittime a Goathland e Dinwitck)

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Niente dura per sempre… nemmeno l’amore…”

VOTO: 8

Soggetto: Aragoni

Sceneggiatura: Aragoni

Disegni: Roi

Copertina: Gianluca e Raul Cestaro

Uscita: novembre 2026


venerdì 30 ottobre 2026

Almanacco della Paura 2008 - Appuntamento con il destino

 

Scampata per miracolo a un terribile incidente automobilistico, di cui vede in anticipo l'esito fatale, Johanna, una ragazza apparentemente comune, scopre di possedere il dono di prevedere la morte delle altre persone. Non solo le morti naturali ma, soprattutto, omicidi e stragi legate all'opera di un pericoloso criminale che uccide utilizzando spaventosi ordigni esplosivi, ogni volta più potenti e letali. Quando Johanna si rivolge a Dylan Dog per chiedere il suo aiuto, l'Indagatore dell'Incubo non può immaginare che presto una delle visioni della sua bella cliente avrà proprio lui come protagonista…

Storia discreta questa di Mignacco di cui, devo ammettere, avevo un ricordo anche migliore. Di difettucci ce ne sono: alcuni dialoghi, la facilità con cui Dylan crede tutto ma non pensa ad avvertire subito le forze dell’ordine, la freddezza di Bloch di fronte alla morte dell'amico, ma Mignacco è bravo a nasconderli, un po' come la proverbiale polvere sotto il tappeto, grazie a una sceneggiatura veloce e incalzante. Si ritorna poi ad usare l’espediente delle vite future dei personaggi, uno dei marchi di fabbrica del periodo d’oro della serie e lodevole la scena della lacrima di un Groucho più triste che mai. L'utilizzo della Morte nel finale una volta tanto non è pretestuoso, ma anzi funzionale per far quadrare il cerchio con il prologo e compensare la mancanza di carisma dell'Unabomber di turno, tenuto però giustamente in secondo piano perché i conti tornino. Johanna si salva, invece, dall'anonimato per merito (o per colpa) di un sacrificio di cui sarebbero stati capaci solo i “Grandi Amori” dell’indagatore dell’incubo, anche perché viene descritta come “forse tu sei la donna che più lo ha amato… e Dylan Dog non lo saprà ma!”. Il nostro poi torna finalmente a timbrare e ci scappa pure un capezzolo, visione che sembrava diventata un tabù a quei tempi. Freghieri ai disegni viaggia abbastanza con il pilota automatico, ma ha un'impennata qualitativa quando raffigura la Morte nel finale e il suo “uomo dal vestito bianco” riesce a risultare sufficientemente inquietante. La copertina di Stano è funzionale nel lasciar presagire quello che potrebbe essere l’appuntamento con il destino di Dylan.

Per quanto riguarda l’Almanacco, è almeno da menzionare il dossier dedicato al maestro Dario Argento in cui Maurizio Colombo riesce a inserire qualche chicca, malgrado le poche pagine a disposizione lo costringano a riassumere sinteticamente la carriera del grande cineasta romano.

BODYCOUNT: 2

TIMBRATURA: Sì (1, Johanna)

CITAZIONE: “Che strano… Sentiamo il bisogno di solitudine, proprio quando ci sentiamo più soli”.

VOTO: 7

Soggetto: Mignacco (17)

Sceneggiatura: Mignacco (19)

Disegni: Freghieri (49)

Uscita: marzo 2008