sabato 7 novembre 2026

Maxi Dylan Dog n. 11 - L'eclissi

 

Un innocuo Bed and Breakfast diventa teatro di un week-end di terrore per Dylan Dog e Raquel, la bella fidanzata di turno. Qui li attende infatti l'accoglienza, tutt'altro che amichevole, dei Forrester, cortesi ospiti di giorno, maniaci assassini di notte… con, in più, un inquietante segreto!

MIgnacco ovunque nella prima metà del 2008. Dopo Almanacco e serie regolare, lo ritroviamo anche sul Maxi stavolta con una storia che riprende l’idea della Zona del crepuscolo, ispirazione che si tende a celare dietro le continue (e, alla lunga, estenuanti) citazioni dalla Divina Commedia, a partire dall’attraversamento della “selva oscura” ove avviene l’eclissi del titolo. Sorprende in positivo la piacevole la dose di splatter e diverte la mattanza tra nobiltà e servitù, ma il resto funziona poco. Passi per il pretesto campagnolo (Dylan diventa insopportabile dopo poche pagine con la sua idiosincrasia per la campagna, troppo ostentata), ma Mignacco si affida a ingenui e inaccettabili deus ex machina per risolvere la situazione. SPOILER Già il ravvedimento della moglie puzza lontano un miglio (per un dubbissimo gesto gentile), ma quello del domestico/tuttofare è incomprensibile visto come si era comportato fino a un secondo prima. FINE SPOILER Dylan è immerso in troppi “mumble mumble” e la fidanzata di turno, la docente universitaria Raquel, è poi veramente insopportabile. Delle tre storie di questo 11° Maxi, nel suo essere senza pretese, rimane la meno pesante da leggere e indubbiamente la meglio disegnata dal dinamico duo. M&G, si sa, nello splatter ci hanno sempre sguazzato, ma qui curano bene anche gli esterni di Shadow Hill e ci regalano alcuni bei primi piani (vedasi, ad es. quello di Raquel nella 2° vignetta di pag. 7). La copertina di Stano è dedicata a questa storia e si fa notare per le minacciose ombre proiettate sulla parete alle spalle di Dylan.

BODYCOUNT: 4

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “..meglio il mistero della morte, che la certezza di una vita in cui si è condannati a ripetere per sempre i propri crimini.”

VOTO: 5,5

Soggetto: Mignacco (19)

Sceneggiatura: Mignacco (21)

Disegni: Montanari&Grassani (60)

Uscita: giugno 2008


giovedì 5 novembre 2026

Dylan Dog #261 - Saluti da Moonlight

 

Un idealista, una poetessa, un ribelle e un pittore. Quattro giovani sognatori in pericolo che l'Indagatore dell'Incubo deve trovare prima che a farlo siano i tre infernali segugi lanciati sulle loro tracce. A complicare ulteriormente le cose, ricordi malinconici legati al passato e a una persona che è ancora una ferita aperta nel cuore di Dylan, di ritorno a Moonlight.

Perché? La domanda che ancora dopo tanti anni mi affligge ad ogni rilettura è: perché? Nell’Horror Club (inedito) la redazione, memore delle polemiche suscitate all’epoca dell’uscita de Il cuore di Johnny, mette subito le mani avanti, chiarendo che questo n. 261 non deve essere considerato un seguito de Il lungo addio. Se questo teoricamente è vero, è altrettanto vero che il ricordo nostalgico della storia d’amore tra Dylan e Marina ha un peso importantissimo, anzi decisivo, nell’economia della storia, nonostante ci venga assicurato che Di Gregorio “è stato tenuto sotto strettissimo controllo da Sclavi affinché non andasse a mettere il dito in certe ferite ancora aperte del nostro indagatore”. Probabilmente il Tiz si sarà distratto mentre leggeva il soggetto di Gdg, perché in quelle ferite ci si sguazza alla grande, con tanto di rievocazione “rielaborata” di flashback del mitico n. 74.  Ed è un peccato, perché l’idea dei sogni “personificati” non avrebbe avuto alcun bisogno, per funzionare, di affondare le radici nel passato dylaniato. L’espediente di tirare in ballo Marina Kimball appare una paraculata totalmente gratuita, così come l’apparizione di “Doppia Faccia” verso il finale. Al netto di qualche banalità e di qualche citazione colta buttata qua e là (sempre per bocca di Butterfly), la vicenda dei “giovani doppi” e il confronto con le loro controparti adulte e rassegnate è comunque costruita in modo abbastanza convincente. Vorrei poter dire che i disegni di Freghieri non fanno rimpiangere quelli di Ambrosini, ma non è così. Tuttavia l’artista piacentino riesce a creare la giusta atmosfera malinconica che si confà alla vicenda, regalandoci alcune vignette suggestive e qualche superbo primo piano (su tutti quello di Butterfly nell’ultima vignetta di pag. 65, ma mi piace tantissimo anche il gatto di pag. 13); peccato per alcune cadute di stile, come la terza vignetta di pag. 10 che sembra quasi disegnata dalla mano di un altro autore. Dopo essermi messo il cuore in pace (anche se continuo a chiedermi “perché”), riesco finalmente ad apprezzare in tutta la sua beltà la copertina di Stano, sia a livello cromatico che di esecuzione, che riesce a far trasparire il sentimento che ancora lega Dylan a Marina e all’emozionante estate vissuta tanti anni prima.

Nell’insieme la sufficienza la strappa.

Curiosità: Cinquantesima storia dylaniata disegnata da Giovanni Freghieri.

BODYCOUNT: 4

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Meglio morire per i propri sogni che lasciarli uccidere dalla realtà”.

VOTO: 6

Soggetto: Di Gregorio (4)

Sceneggiatura: Di Gregorio (4)

Disegni: Freghieri (50)

Uscita: giugno 2008


martedì 3 novembre 2026

Dylan Dog #260 - La condanna di Casper

 

Un mistico circolo è stato spezzato e ora Madame Trelkovski deve individuare chi potrà ripristinare l'equilibrio tra il nostro mondo e l'aldilà. Dylan Dog è al suo fianco, ma la loro è una corsa contro il tempo, perché i morti hanno già cominciato a uscire dalle tombe!

Masiero si congeda dalla serie regolare dylaniata con una storia dai toni leggeri, che ci restituisce dopo tanto tempo un Dylan ironico. Pure troppo ironico, visto che alcune sue uscite non sono proprio di buon gusto e viene giustamente ripreso in più di un’occasione. Si rivede anche un Groucho in spolvero e qualche sequenza splatter, anche se il tratto grottesco di Casertano le rende quasi cartoonesche e plasticose. Il disagio del giovane Casper non è approfondito come ci si sarebbe aspettati, perdendo un po’ di vista la condanna del titolo. Rivedibili alcuni dialoghi e l’atteggiamento moralista di Dylan. I morti che resuscitano dalle tombe a metà albo, invece, non mi pare abbiano alcun nesso significativo con la trama, ma sembrano messi lì apposta solo per fare il "verso" a situazioni simili inserite negli albi di Sclavi e Chiaverotti. Tutto sommato però l’albo si lascia leggere, soprattutto grazie ai disegni di Casertano che ci regala alcune spettacolari apparizioni mostruose (vedasi ad es. pag. 19 e pag. 40) e l’incalzante attacco spettrale (pagg. 72-73) ripreso, anche se in maniera meno efficace, da Stano in copertina con Dylan al posto del malcapitato Casper.

BODYCOUNT: 6

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Il silenzio è grigio. Il silenzio è come una pietra nella mia bocca”.

VOTO: 6

Soggetto: Masiero (8)

Sceneggiatura: Masiero (8)

Disegni: Casertano (35)

Uscita: maggio 2008