Ingaggiato dal professor Emil Lysenko, Dylan parte alla volta dell'Ucraina per ritrovare Sonja, la moglie dello scienziato, misteriosamente scomparsa. La donna era a capo di una spedizione che pare essere stata attaccata e decimata da una misteriosa creatura che Emil ritiene essere il leggendario Upyr. Un crudele mostro, metà stregone e metà vampiro, che da secoli flagella quelle terre macchiando di sangue la neve dell'inverno. A Dylan Dog il compito di scoprire ciò che si nasconde dietro il suo oscuro mito...
In tema di vampiri Pasquale Ruju ha saputo tirare fuori alcune storie dylaniate davvero interessanti come Polvere di stelle o la doppia Notti di caccia/Il marchio del vampiro. E anche quest’albo presenta elementi potenzialmente molto affascinanti: il flashback collocato ai tempi di Chernobyl, l'ambientazione ucraina, la minaccia nucleare e il legame tra la “bella e la bestia”. Spunti che però si diluiscono un po’ nella sceneggiatura non proprio ispiratissima che infastidisce per la ricerca del lieto fine a tutti i costi. E’ però la gestione di Dylan a presentare i maggiori problemi: troppo serio (in questo non aiuta avere un Groucho praticamente inutilizzato) e parecchio votato all’azione, come spesso accade negli albi di Ruju nei quali a volte è capitato avesse un ruolo marginale nell’economia della vicenda, cosa che in parte avviene anche qua. D’altronde questa è la sua visione del personaggio, che però non ha mai incontrato pienamente i miei gusti. Anche la stessa figura dell'Upyr, nonostante la desueta provenienza e l'aspetto ferale, non si discosta dal modello classico e tragico già tratteggiato per altri vampiri, come ad esempio Vera Vallemberg del già citato n. 147, con migliori esiti. L’albo si fa ricordare soprattutto per i disegni del maestro Stano, sempre straordinario nel rendere la pioggia protagonista delle sue vignette (tanto da sentirsene l’umidità addosso) e qui anche la neve, come non accadeva forse dai tempi di Storia dinessuno. Folgorante la prima apparizione dei soldati-non morti per le vie di Mykoniv. Non male la copertina che vede Dylan in un’insolita posizione di spalle.
Curiosità: (1)Per coincidenza, come ci viene palesato nell’Horror Club (inedito), anche Dampyr si è trovato a fronteggiare un Upyr nell’albo n. 95 I vampiri di Nadvora, uscito lo stesso mese del n. 258 di Dylan Dog. (2) Per la prima volta, se non mi sbaglio, viene rivelato il nome completo di Lord H.G. Wells: Herbert George (pag. 14), proprio come lo scrittore britannico a cui deve la paternità del nome. (3) La trasferta dylaniata in macchina da Londra alla Bielorussia, per quanto lunghissima e improbabile, comunque non batte per distanza quella fino a Golconda, in India.(4)Sulla figura dell'Upyr è stato girato anche un film russo del 1997, diretto da Sergey Vinokurov, inedito in Italia e intitolato appunto Upyr.
BODYCOUNT: 18 (oltre a una serie di altre vittime non quantificabili, tra cui non-morti)
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “Esaudirai il mio ultimo desiderio, piccola Sonja?”
VOTO: 6
Soggetto: Ruju (69)
Sceneggiatura: Ruju (69)
Disegni: Stano (15)
Uscita: marzo 2008


