mercoledì 21 ottobre 2026

In edicola: Dylan Dog Oldboy nuova serie n. 10 - Memory Lane

 

Mentre precipita fuori dalla finestra di casa, nel vuoto siderale, Dylan vede volare attorno a sé alcuni degli oggetti chiave della sua esistenza, dal clarinetto, alla penna d’oca, al galeone. Allunga una mano per afferrarli, ma le ombre del passato si addensano nella sua mente trascinandolo via. In preda a una indefinibile sensazione di mancanza, l’Old Boy inizia così un lungo percorso celebrativo della propria storia, a ritroso nelle pieghe del tempo, che lo condurrà a una sorprendente rivelazione.

Anche l’Oldboy si unisce ai festeggiamenti per il quarantennale di Dylan Dog con questa storia scritta a sei mani che è a tutti gli effetti un celebrativo. Bruno Enna, Gigi Simeoni e Luca Vanzella uniscono le forze per trascinare Dylan in un viaggio tra passato e futuro, su cui aleggia lo zampino di Cagliostro, alla ricerca dei suoi ricordi perduti e della sua identità. Tra i tanti omaggi, OCCHIO ALLO SPOILER! un bel ritorno a Undead, sempre in bicicletta, un assaggio di Canale 666, la scimmia di Alfa e Omega, la filastrocca di Attraverso lo specchio stavolta dedicata alla Vita. FINE SPOILER anche perché sciorinare tutte le citazioni presenti nell’albo si ridurrebbe a un mero elenco che vi priverebbe del piacere della scoperta. Se si ha la voglia, da lettore, di salire a bordo sarà un piacere ritornare in certi luoghi e riportare alla mente, con un pizzico di malinconica nostalgia, alcune mitiche situazioni dylaniate. Altrimenti il gioco non varrà la candela. Puro fanservice, certo, ma fatto bene.  Quello su cui si può discutere è la collocazione di questa storia su una collana come l’Old Boy che sembra sempre più priva di una propria identità. I disegni di un ispirato Gianluca Acciarino regalano una nuova veste a particolari impressi nella nostra memoria grazie a anni di riletture (parlo ovviamente per i fan di vecchia data come il sottoscritto). Apprezzabile la copertina di Nizzoli che riprende la bella tavola di pag. 18.

BODYCOUNT: 0

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Dylan… Che cos’è la realtà?”

VOTO: 7

Soggetto: Enna, Simeoni, Vanzella

Sceneggiatura: Enna, Simeoni, Vanzella

Disegni: Gianluca Acciarino

Copertina: Marco Nizzoli

Uscita: ottobre 2026


martedì 20 ottobre 2026

Dylan Dog #255 - La stanza numero 63

 

Un pericoloso assassino si è asserragliato all'interno un vecchio studio cinematografico in disuso. Minacciando di uccidere l'ostaggio che è nelle sue mani (la giovane e bella cliente di Dylan Dog) il maniaco costringe Bloch a entrare nell'edificio, solo e disarmato. Una situazione che sembra la classica resa dei conti al termine di una storia già vista, ma che si rivelerà invece una spaventosa avventura ai confini dell'impossibile. Una nuova sfida per l'Indagatore dell'Incubo che, invischiato in un assurdo gioco mortale, non potrà sbagliare una mossa se vorrà sfuggire ai tranelli che lo attendono stanza dopo stanza.

Dopo essersi “fatto le ossa” su Maxi e Color Fest, per Giovanni Di Gregorio arriva il debutto sulla serie regolare. Devo ammettere che avevo un ricordo migliore di questa storia, però non nascondo che sul mio giudizio influiscano i disegni di Cossu. Invero il Conte Ugolino qualche bella vignetta ce la regala, vedasi ad es. pag. 55 e diverse altre tavole ricche di particolari nelle varie stanze dei Goose Studios. A parte un paio di cose che proprio non mi sono piaciute (la rappresentazione della Morte, le gambe di Dylan nella 3° vignetta di pag. 77), è un lavoro che trovo complessivamente buono, ma che non c’azzecca proprio con il mood della storia, nonostante la presenza di creature che ricordano quella de L’antro della belva, albo che invece sposava perfettamente lo stile di disegno di Cossu. GdG conferisce un discreto ritmo alla sceneggiatura, le ambientazioni non sono male, così come alcune compiaciute (auto)critiche metafumettistiche. Ci sono però troppi “mumble mumble”, ovvero troppe vignette destinate ai pensieri dei personaggi, difetto che diverrà quasi costante più avanti nella gestione Gualdoni. Le battute di Groucho sono pessime e alcune trovate, come quella della Morte infestata dai due fantasmi, non mi sono proprio piaciute. Tutto sommato la sufficienza l’avrei comunque data, se non fosse per il finale con la sua banale apologia della fantasia che affossa il tutto. Divertente invece la copertina di Stano con il suo evidente richiamo ad Alice nel paese delle meraviglie, omaggio presente anche all'interno dell'albo.

BODYCOUNT: 2

TIMBRATURA: Sì (1, Jane)

CITAZIONE: “In fondo è solo un gioco!”

VOTO: 5

Soggetto: Di Gregorio (3)

Sceneggiatura: Di Gregorio (3)

Disegni: Cossu (21)

Uscita: dicembre 2007


domenica 18 ottobre 2026

Dylan Dog Gigante n. 16: Cuore di zombie - Febbre di ghiaccio

 

Le due storie brevi di questo sedicesimo gigante segnano il debutto nella serie di un nuovo sceneggiatore, Alessandro Bilotta, destinato a divenire uno degli autori bonelliani più acclamati degli ultimi vent’anni, e di un nuovo disegnatore che però firmerà qui la sua unica prova dylaniata.

 CUORE DI ZOMBIE

Bilotta, romano classe 1977, arriva in Bonelli con già un solido background fumettistico (e non solo) alle spalle: oltre ad essere stato tra i fondatori della casa editrice Montego aveva già collaborato in Italia con Magic Press, Star Comics, Edizioni San Paolo, Panini Comics e in Francia con Humanoïdes Associés, Delcourt e Vents d’Ouestche. Scorrendo il suo curriculum non è difficile immaginare che prima o poi sarebbe approdato alla serie: Dylan Dog e Sclavi sono tra le sue prime influenze dichiarate, inoltre aveva frequentato giovanissimo la Scuola Romana dei Fumetti entrando in contatto con Giuseppe Ferrandino, uno che albi dylaniati ne aveva scritti, pochi, ma ottimi. Già questo esordio tratta di morti viventi che diverranno protagonisti assoluti nell’apprezzatissima saga alternativa del “Pianeta dei Morti” (a proposito, Bilòt, ma quando la terminiamo??).  Il soggetto di questa breve è invero piuttosto semplice e lineare, lontano dall’ermetismo e dall’autorialità dei lavori successivi. Lo zombie cela alle sue spalle un dramma amoroso-familiare con tanto di omicidio, cerca di commuovere evitando la lacrima facile. Ma la sceneggiatura stupisce: in sole 24 pagine costruisce una storia “densa” di eventi, con personaggi ben caratterizzati grazie a giusti ed essenziali particolari, tanto che alla fine sembra quasi di aver letto un albo della serie regolare. Non mi convince solo la certezza con cui Dylan sentenzia che Lord Whittington è stato avvelenato. I disegni di Bigliardo vengono esaltati dal formato “gigante”. Stupendi in particolare alcuni primi piani come quello di Sarah a pag. 108 (10° tavola) o quello degli sgherri, ultima vignetta di pag. 114 (16° tavola) con il particolare dello zombie riflesso nelle lenti degli occhiali da sole.

Curiosita: (1) A Pag. 104 (6° tavola) citati Boris Karloff e il Frankenstein del 1931 di James Whale. (2)La poesia di E.A. Poe. cui accenna Rory a pag. 110 (12° tavola) è Il lago.

BODYCOUNT: 4

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Dylan, secondo te, gli zombie quando muoiono, vanno in paradiso?”

VOTO: 7

Soggetto: Bilotta (1)

Sceneggiatura: Bilotta (1)

Disegni: Bigliardo (10)

 

FEBBRE DI GHIACCIO

Storia breve e onirica di Enna che avrebbe forse trovato miglior collocazione in un Color Fest, considerandone la natura poetico-sperimentale e i disegni, molto buoni tra l'altro. L’esordiente Antonio De Luca, illustratore e visual artist con incursioni nel mondo del fumetto, a conti fatti si rivelerà una guest star, visto per Dylan non disegnerà altro, ed è un peccato perché i suoi disegni, che in alcune vignette ricordano il primo Roi, contribuiscono a creare l’atmosfera giusta per la storia. Enna concepisce una sorta di inno all’amore impossibile (vengono citate Lillie e Morgana), paragonato a una febbre che brucia dentro. Più un divertissement che altro, io avrei persino evitato la cornice finale lasciando sospeso quel che accade come in un sogno.

Curiosità: (1) A pag. 227 sono citati i film Il grande freddo (The Big Chill, 1983) di Lawrence Kasdan e L’era glaciale (Ice Age, 2002) di Chris Wedge. (2)Nell’ultima pagina il Dottor Russel, riferendosi all’amore, cita indirettamente Dylan  quando parla di fenomeni soprannaturali: “Il fatto che io ci creda è del tutto irrilevante. Ciò che conta è che non mi rifiuti a priori di crederci”. (3)La storia è stata ristampata in formato “classico” su Super Book n. 56.

BODYCOUNT: 0

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “L’incubo – lui pensava – è sentirsi soli in mezzo a una folla di pensieri”.

VOTO: 7

Soggetto: Enna (7)

Sceneggiatura: Enna (7)

Disegni: Antonio De Luca (1)

Uscita: novembre 2007