domenica 28 dicembre 2025

Maxi Dylan Dog n. 9 - Il passo del gambero

 

Un "normalissimo" caso da cronaca nera, che sembra vedere protagonista il solito serial killer di belle donne, nasconda in realtà, tenebrosi risvolti soprannaturali…

Storia d’esordio per Giovanni Di Gregorio, autore che in seguito sarà uno dei più prolifici della “gestione” Gualdoni. Il curriculum del palermitano, classe 1973, è senz’alto particolare: laureato in chimica, tra le tante cose collabora con la Treccani, lavora come storico della scienza presso il London Science Museum, presta volontariato in Kosovo, Nicaragua, Albania e Chiapas. A trent’anni prevale su tutto il suo amore per la scrittura e per il fumetto in particolare ed entra in Bonelli iniziando a scrivere storie per Dampyr e Dylan Dog. Fin dal suo debutto dylaniato Di Gregorio dimostra di voler attingere al passato dell’indagatore dell’incubo, rispolverando (OCCHIO ALLO SPOILER da qui in avanti) quell'Incubus apparso nel #77 che Sclavi a sua volta aveva preso di peso dal terzo episodio del film I delitti del gatto nero e che avremo modo di vedere all'opera ancora anche sulla serie regolare. La sceneggiatura di GdG è a tratti anche avvincente, ma stecca nel finale trovando il suo limite paradossalmente proprio con l'intervento di “Incubus” che se da un lato potrebbe solleticare la nostalgia dei vecchi lettori, dall’altro si rivela una soluzione di comodo, quando invece il mistero del tempo che torna indietro (che poi non è neanche effettivamente così) avrebbe giovato di altra natura soprannaturale e soprattutto altra soluzione. Anche perché non tutto torna perfettamente, se si presta attenzione nel corso della lettura, nell’incedere della ricostruzione a ritroso (sorvoliamo poi su Lisa che si dimentica di morire??!). Inutile e irritante il cameo di Wells. I disegni di Montanari&Grassani sono discreti e tutto sommato la storia è interessante e, pur con i limiti e i difetti sopra citati, anche ben raccontata. Per me la migliore del lotto di questo Maxi.

BODYCOUNT: 2

TIMBRATURA: Sì (1, Lisa)

CITAZIONE: “La mia è solo una sensazione di malessere, niente di più… Nulla di particolare né di misterioso, e comunque nulla per cui tu possa fare qualcosa…”

VOTO: 6,5

Curiosità: (1) La favola del pescatore che ringiovanisce, raccontata a Dylan nel corso della storia, ricorda Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) racconto scritto da Francis Scott Fitzgerald nel 1922 e in seguito trasposto con buon successo per il grande schermo da David Fincher nel 2008. (2) Nell’incipit della storia la ragazza inseguita dall’assassino nelle prime vignette è identica in tutto e per tutto a Lisa, ma poi la vediamo indossare gli occhiali e ha un viso differente. Non si tratta di errore, ma di effetto voluto. L’assassino, prima di ucciderla, afferma infatti “sei stata veloce a cambiare faccia… cambiate tutte faccia quando vi conviene”.

Soggetto: Di Gregorio (1)

Sceneggiatura: Di Gregorio (1)

Disegni: Montanari & Grassani (54)

Uscita: giugno 2006


2 commenti:

  1. Non sapevo tutte queste cose personali su Di Gregorio: questo blog è meglio di una portineria 😀!

    Storia carina ma non memorabile: comunque Di Gregorio è quello che mi ha dato più soddisfazioni tra le nuove leve che avevano esordito in quel periodo!

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    1. Basta leggere sul sito di Di Gregorio o sul sito Bonelli per reperire quelle notizie. Di solito non riporto cose personali, ma solo dati curriculari, ma la biografia di GdG è davvero particolare e curiosa. Meritava.

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