Una strana presenza
ultraterrena aleggia nei corridoi di Scotland Yard, un essere che pare tornato
dall'aldilà assetato di morte. Uno spacciatore, trattenuto in una cella di
sicurezza, incontra una fine orribile, seguito da un anonimo archivista, che
finisce annegato in un oceano di carta... E questi sono solo i primi esempi di
una lista di vittime che minaccia di continuare all'infinito... Il colpevole
sembra essere una figura femminile che appare alle sue vittime avvolta in
un'aura di luce, condannandole a una specie di pena del contrappasso; un
fantasma vero e proprio, insomma... Toccherà a Dylan Dog risolvere l'arcano e
liberare Scotland Yard dall'inquietante presenza di uno scomodo fantasma
omicida...
Non si apre nel migliore dei modi
l’annata 2006, né per l’indagatore dell’incubo che si avvicinava a festeggiare
i vent’anni di pubblicazione, né per Tito Faraci, all’epoca fresco vincitore
del premio “Fumo di China” di miglior sceneggiatore italiano. L’autore lombardo sarà stato sicuramente animato
dalle migliori intenzioni, ma il soggetto da lui partorito già in partenza aveva
ben poco di dylaniato, se non l’indagine attorno al presunto fantasma. E’ però
la sceneggiatura a mettere la definitiva pietra tombale sulla riuscita dell’albo,
a partire dai dialoghi, davvero poco ispirati per usare un eufemismo. Dylan
sulla sedia a rotelle è quanto di più patetico si sia visto, con tanto di scontati
siparietti tra marciapiedi e barriere architettoniche, il tutto all’insegna di
un imperante ed esasperato buonismo. La tiritera sulla giustizia è di una
banalità disarmante, finale compreso. Insuperata vetta trash quella del
sergente di Scotland Yard corrotto che abbatte la camionetta con un colpo di
bazooka. Peccato Faraci non abbia insistito su quel tasto che forse avrebbe potuto
portare a una rivalutazione dell’albo, anche se per i motivi sbagliati. Salvo
giusto un paio di omicidi creativi ad opera del “fantasma”. Tante colpe a Cossu
non ne posso fare stavolta, neanche Brindisi sarebbe riuscito nell'impresa di risollevare
questo prodotto. Però sarà un caso che le peggiori storie dell'indagatore
dell'incubo si fregino quasi sempre della sua firma ai disegni?? Della
copertina di Stano non mi torna qualcosa della statua, che è comunque
differente da quella che compare nell’albo.
Curiosità: Bloch dice a Dylan che era il migliore quando lavorava a Scotland Yard. Se pensiamo a storie che hanno raccontato il passato del nostro (nn. 121 e 200) non mi pare che fosse esattamente così.
TIMBRATURA: No
CITAZIONE:
“La giustizia offesa, umiliata, dimenticata… la giustizia morta. E ora
diventata lo spettro di se stessa”
VOTO: 4
Soggetto: Faraci
(15)
Sceneggiatura: Faraci
(15)
Disegni: Cossu (18)
Uscita: gennaio
2006

Sono meno drastico di te (avrei dato un 5.5), ma obiettivamente non è una gran storia. Da amante di Cossu, devo dire che questo è forse il suo lavoro meno riuscito: sono tavole troppo bianche, prive di quei dettagli che hanno da sempre costituito il punto di forza del mitico Ugolino.
RispondiEliminaNon mi piace dare brutti voti o insufficienze. Diciamo che il punteggio adottato è più una valutazione di gradimento personale che mi serve anche per stilare le classifiche periodiche, non certo un dato oggettivo.
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