giovedì 11 dicembre 2025

Dylan Dog #232 - Un fantasma a Scotland Yard

 

Una strana presenza ultraterrena aleggia nei corridoi di Scotland Yard, un essere che pare tornato dall'aldilà assetato di morte. Uno spacciatore, trattenuto in una cella di sicurezza, incontra una fine orribile, seguito da un anonimo archivista, che finisce annegato in un oceano di carta... E questi sono solo i primi esempi di una lista di vittime che minaccia di continuare all'infinito... Il colpevole sembra essere una figura femminile che appare alle sue vittime avvolta in un'aura di luce, condannandole a una specie di pena del contrappasso; un fantasma vero e proprio, insomma... Toccherà a Dylan Dog risolvere l'arcano e liberare Scotland Yard dall'inquietante presenza di uno scomodo fantasma omicida...

Non si apre nel migliore dei modi l’annata 2006, né per l’indagatore dell’incubo che si avvicinava a festeggiare i vent’anni di pubblicazione, né per Tito Faraci, all’epoca fresco vincitore del premio “Fumo di China” di miglior sceneggiatore italiano.  L’autore lombardo sarà stato sicuramente animato dalle migliori intenzioni, ma il soggetto da lui partorito già in partenza aveva ben poco di dylaniato, se non l’indagine attorno al presunto fantasma. E’ però la sceneggiatura a mettere la definitiva pietra tombale sulla riuscita dell’albo, a partire dai dialoghi, davvero poco ispirati per usare un eufemismo. Dylan sulla sedia a rotelle è quanto di più patetico si sia visto, con tanto di scontati siparietti tra marciapiedi e barriere architettoniche, il tutto all’insegna di un imperante ed esasperato buonismo. La tiritera sulla giustizia è di una banalità disarmante, finale compreso. Insuperata vetta trash quella del sergente di Scotland Yard corrotto che abbatte la camionetta con un colpo di bazooka. Peccato Faraci non abbia insistito su quel tasto che forse avrebbe potuto portare a una rivalutazione dell’albo, anche se per i motivi sbagliati. Salvo giusto un paio di omicidi creativi ad opera del “fantasma”. Tante colpe a Cossu non ne posso fare stavolta, neanche Brindisi sarebbe riuscito nell'impresa di risollevare questo prodotto. Però sarà un caso che le peggiori storie dell'indagatore dell'incubo si fregino quasi sempre della sua firma ai disegni?? Della copertina di Stano non mi torna qualcosa della statua, che è comunque differente da quella che compare nell’albo.

Curiosità: Bloch dice a Dylan che era il migliore quando lavorava a Scotland Yard. Se pensiamo a storie che hanno raccontato il passato del nostro (nn. 121 e 200) non mi pare che fosse esattamente così. 

BODYCOUNT: non quantificabile

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “La giustizia offesa, umiliata, dimenticata… la giustizia morta. E ora diventata lo spettro di se stessa”

VOTO: 4

Soggetto: Faraci (15)

Sceneggiatura: Faraci (15)

Disegni: Cossu (18)

Uscita: gennaio 2006


2 commenti:

  1. Sono meno drastico di te (avrei dato un 5.5), ma obiettivamente non è una gran storia. Da amante di Cossu, devo dire che questo è forse il suo lavoro meno riuscito: sono tavole troppo bianche, prive di quei dettagli che hanno da sempre costituito il punto di forza del mitico Ugolino.

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    1. Non mi piace dare brutti voti o insufficienze. Diciamo che il punteggio adottato è più una valutazione di gradimento personale che mi serve anche per stilare le classifiche periodiche, non certo un dato oggettivo.

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