mercoledì 21 gennaio 2026

Dylan Dog #245 - Il cimitero dei freaks

 

Al cimitero dei freaks, negli ultimi tempi non è insolito trovare una tomba profanata. Magari scoperchiata da chi non riesce a trattenere la sua curiosità morbosa e vuole ammirare questi scherzi della natura anche una volta defunti. Oppure da qualcuno in vena di divertirsi compiendo atti vandalici, disturbando il sonno eterno di chi, in genere, a causa della sua deformità, ha già dovuto sopportare fin troppe angherie nel corso della vita? Uno di questi indesiderati visitatori notturni, però, ci rimette la pelle, orrendamente ucciso a morsi. I segni sul corpo della vittima sono inconfondibili e riconducono all'impronta dei denti di Clive Mouthy Geller, il cui cadavere, stranamente, manca all'appello degli ospiti del cimitero!

Premessa: non mi è mai tanto andata a genio la trovata del cimitero dei freaks, luogo di sepoltura di Johnny Freak. Si è tanto parlato dei diversi, mostri fuori e belli dentro, uguali (se non migliori) delle altre persone e poi li si ghettizza in un cimitero ad hoc con tanto di guardiano (Quasimodo di cui abbiamo fatto la conoscenza nel n. 127 e apparso anche in Qualcuno nell’ombra), anch’egli freak? Personalmente la trovo una contraddizione… dovremmo essere tutti uguali proprio dal momento in cui siamo orizzontali (parafrasando "Carlo e Licia" dei Gem Boy). Insomma almeno da morti non dovrebbero esserci differenze e invece. Ah, come sempre seguono spoiler.

Passando all’albo, devo confessare che genera in me sentimenti contrastanti: ci sono cose che mi sono piaciute, altre meno, una mi ha spiazzato negativamente. Alle prime possiamo ascrivere situazioni brillanti e dialoghi divertenti (bellissimo il siparietto con Dylan e Bloch a letto dopo il rinvenimento dei cadaveri in quel di Craven Road n. 7), un Groucho in forma smagliante e la beffarda presa in giro di alcuni luoghi comuni in fatto di donne (vittima il povero Dylan a cui non viene risparmiato l'ennesimo coito interrotto). Barbato si diverte a far emergere l’ipocrisia sentimentale di Dylan che si professa innamorato dell’imperscrutabile (per lui) Amelia per poi finire a letto con la conturbante Sherilee senza troppi complimenti. I due personaggi femminili sono, tra l’altro, i meglio caratterizzati dell’albo. Tra i difetti ci metto invece alcune zoppie nella sceneggiatura: la "sparizione" improvvisa dalla scena della tanto amata Amelia (ma non escluderei che Paola l'abbia fatto volontariamente), l'improbabilità degli assassini commessi dalla pettoruta femmina fatale (passi con un po’ di fantasia quello delle “mani”, ma come può aver ucciso a colpi di bilanciere due uomini terrorizzandoli pure?) e lo spiegone finale, debolezza tipica delle prime produzioni barbatiane e che torna qui a palesarsi. Tutti difetti su cui si potrebbe comunque soprassedere. Quello che proprio non mi è piaciuto è ovviamente la conclusione, per me anti-dylaniana a cui paradossalmente si arriva esasperando all'eccesso estremo una delle caratteristiche peculiari dell'indagatore dell'incubo: il rispetto per il diverso. Un eccesso che recherà purtroppo conseguenze anche per altri albi a venire. Per me rimane inaccettabile, qualsiasi siano le motivazioni, l'atteggiamento di Dylan di fronte a un'assassina che ha ucciso (anche persone che non avevano chissà quali colpe) e organizzato tutto a sangue freddo con buona pace del suo amato “Elephant Man”, che, essendo a conoscenza di tutto, ne è di fatto complice. Fidandosi peraltro di una persona la cui sincerità e fedeltà vengono più volte sbugiardate nel corso della storia. Avrei preferito un finale “tragico”, con Dylan dylaniato sì dai dubbi, ma con la morte di uno tra Sherilee e Fundbuster (o di entrambi) a risolvere i suoi dilemmi interiori. Su Mari nulla da dire, ottima prova, con un lavoro sempre fondamentale sugli sguardi dei personaggi che comunicano con violenza le emozioni più forti dei personaggi. La copertina monocromatica di Stano appare invece sciatta e anche la postura di Dylan ha qualcosa che non mi convince.

Resta una buona storia con un finale che mi va di traverso e che non riuscirò mai a digerire.

Curiosità: (1) Da questo numero scompaiono i titoli dei capitoletti interni. (2) Il seno di Sherilee è bersaglio di alcune battute di Groucho e pure una di Quasimodo ed è talmente “importante” che anche Dylan non riesce a far finta di nulla (vedasi sbirciatina alla prima vignetta di pag. 25)

BODYCOUNT: 5

TIMBRATURA: Sì (1, Sherilee)

CITAZIONE: “..Ma l’amore non ha paura della morte. Dovrebbe essere la morte ad avere paura dell’amore..”

VOTO: 7

Soggetto: Barbato (29)

Sceneggiatura: Barbato (28)

Disegni: Mari (16)

Uscita: febbraio 2007


2 commenti:

  1. Mi sento di concordare su tutto. Però, tra le tante canzoni dei Gem Boy di cui mio fratello mi ha imposto l'ascolto, questa non la ricordo 😃.

    Peccato per i capitoletti interni: erano simpatici.

    P.s. Hai visto che casino in Bonelli? Pare che non commissionino più nuove storie e si limitino a smaltire quelle già prodotte...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì ho letto qualcosa ma non ho sufficienti elementi per esprimere un'opinione. Vedremo come andrà avanti la cosa.

      Elimina