È il
ventennale di Dylan Dog e, per celebrare lo storico anniversario, tornano in
scena, nella prima parte di una storia doppia (tutta a colori!), l'ammaliante
strega Kim, l'imprevedibile gatto dai poteri magici Cagliostro e la più grande
minaccia che l'Indagatore dell'Incubo abbia mai dovuto affrontare: Xabaras, che
prosegue i suoi folli esperimenti per la creazione di un siero che sconfigga la
morte
un dono davvero speciale che vuole riservare a Dylan Dog!
Dylan Dog
festeggia i suoi vent’anni di vita editoriale con una storia doppia, tutta a
colori come in occasione dei precedenti numeri celebrativi. A presentare l’evento
in pompa magna, dalle pagine dell’Horror Club del n. 241 il redivivo Tiziano
Sclavi che ha parole al miele per il forum di cravenroad7.it e annuncia una
nuova storia scritta da lui, oltre alle 3 già precedentemente annunciate. Gli autori
del doppio albo sono gli stessi del n. 200, Barbato e Brindisi. Cosa potrebbe
andare male? Beh il ritorno di Sclavi si rivelerà un fuoco di paglia e
perderemo le sue tracce per secoli dopo il n. 250, mentre questa storia doppia costituì
per me la mazzata finale che decretò il mio temporaneo disamore per la testata.
La mia passione per Dylan entrava in coma, e da lì in avanti compravo gli albi
per puro collezionismo ma nel disinteresse più totale, salvo risvegliarmi di
colpo 38 numeri dopo e poi tornare a sonnecchiare fino al #300. Barbato scrive
una bella storia, non v'è dubbio, ma riprendere i fili dell'inviso (a me) #100
e umanizzare il rapporto Xabaras-Dylan come veri padre-figlio proprio non mi è
andato e mai mi andrà giù, così come il Dylan bambino settecentesco che come d’incanto
si ritrova ai giorni nostri. Una doppia in cui succede pochissimo e il cui
unico vero colpo di scena e motivo d'interesse è quello a pag. 98 del #241. Per
il resto del tempo solo Cagliostro e la strega Kim dai poteri ritrovati (ma di
fatto inutilizzati) reggono in qualche modo la scena, mentre gli altri
comprimari (incluso Bloch) sfrecciano via come comparse qualunque senza
lasciare traccia di sé. E pensare che per l’occasione,oltre alla Trelkovki,
erano stati richiamati in causa Lord Wells e il professor Adam. Dylan è maltrattato
oltre misura, in certi momenti è irriconoscibile anche se stranamente Paola gli
concede di fare sesso (costerà carissimo alla povera Kim che non si vedeva dai
tempi di Maelstrom!, ovvero da 15 anni). In compenso dopo aver
conquistato, senza fare nulla, una dermatologa (che scomparirà dalla vicenda
nel giro di poche vignette) penserà di dedicarsi all’ascetismo (!!), trovandosi
a disagio nell’approccio diretto (vedasi pag. 32). Intravediamo anche il famigerato
padre adottivo e i suoi nonni acquisiti in un flashback in cui viene citato
anche Il lago nel cielo, puro fan service che non ha rilevanza nell’economia
della storia. Il finale poi avrebbe dovuto lanciare una blanda continuity con
la presenza di Cagliostro accanto a Dylan, idea che di fatto non verrà mai
davvero posta in essere. Per quanto riguarda i disegni, Brindisi conferma che
il suo tratto è quello che, tra tutti i disegnatori veterani della serie, meglio
si adattava alla colorazione (qui opera di Nardo Conforti). Sul comparto grafico quindi nulla da eccepire salvo… Xabaras. Quello
lì è Xabaras? Io ci vedo un signore di mezza età con il pizzetto che vaneggia
di essere il padre di Dylan. Ecco, se questo fosse stato un “what if”, magari
pubblicato su Color Fest, sarei riuscito forse a digerirlo. Anche Bilotta ha
umanizzato la figura di Xabaras, pure più di quanto abbia fatto Barbato, ma ciò
avviene nella saga del “Pianeta dei Morti”, in quello che è un universo
alternativo (o presunto tale) a quello classico dylaniato. Ottima l’idea della composizione
in primo piano Dylan/Xabaras con l’unione delle due copertine, ma trovo mal
fatti gli zombi e pure Kim; con uno sfondo diverso avrebbe potuto essere una delle
migliori copertine di Stano in assoluto.
Curiosità: (1)
Cameo di Paola Barbato nei panni di un medico a pag. 59 del n. 241. (2)Xabaras
guida ancora una Lamborghini come nel mitico n. 1.
BODYCOUNT: 3
TIMBRATURA:
Sì (1, Kim, ritimbrata)
CITAZIONE: “Te
lo proverò. Ti darò un’altra prova di dove possa arrivare l’amore di un padre.
E l’amore di un figlio.”
VOTO: 6
Soggetto: Barbato
(26-27)
Sceneggiatura:
Barbato (25-26)
Disegni: Brindisi
(30-31)
Uscita:
ottobre-novembre 2006

Puro Vangelo!
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