Sally è convinta che un solo
uomo non possa dare a una ragazza tutto ciò che il suo cuore, il suo cervello e
il suo corpo desiderano. Ce ne vogliono almeno tre: un marito, un amante e un
vero amico. Una situazione apparentemente ideale che si frantuma quando compare
Mort Haggarth, un violento assassino che cancella i volti delle sue vittime a
martellate e che reclama Sally solo per sé. E quando Dylan accetta di aiutare
l'amica a sfuggire al suo persecutore, anche l'Indagatore dell'Incubo diviene
per Mort un pericoloso rivale da togliere di mezzo...
Storia dal sapore chiaverottiano
questa di Ruju, tant'è che se non fosse per il nome sul tamburino e i dialoghi
(non freschi e brillanti come quelli dell’autore torinese) avrei faticato a
disconoscerne la paternità. Complice ovviamente anche la presenza ai disegni del
grande Dall'Agnol (a cui nell’Horror Club sono riservati grandi complimenti) che
con il buon Claudio è sempre stato in sintonia, creando un fortunato sodalizio nel
primo decennio di vita dell’indagatore dell’incubo. Il doppio (improbabilissimo)
finale e l'altrettanto assurda (ma a suo modo geniale) trovata dell’osteomorfosi
restituiscono un'identità genuinamente horror a un fumetto che da tempo l'aveva
persa, elementi che, insieme a quello del killer "pittoresco" (Mort
Haggart, un uomo che non esiste) erano tutti marchi di fabbrica della ditta
Chiaverotti. Certo non è tutto oro quella che luccica: la sceneggiatura ha
evidenti falle e il personaggio di Sally non è caratterizzato a dovere, con l’inevitabile
conseguenza che risulta davvero difficile appassionarsi alle sue sorti, la vendetta
dell’assassino appare forse un po’ tardiva; dei dialoghi abbiamo già detto.
Difetti su cui, avendo un debole per gli albi dalle atmosfere “old school” riesco
in parte a soprassedere. Dall'Agnol meraviglioso, in particolare nel prologo e
nella prima inquietantissima apparizione di Mort a Sally (pagg. 34-35). Stupendi
gli occhi nel buio della vittima a pag. 17 e colpiscono, in tutti i sensi, le
vignette in cui Haggart si manifesta con la sua strana fisicità. La copertina
di Stano, invece, non riesce a rendergli giustizia.
BODYCOUNT: 4
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “Quello che è vero è
che un uomo solo non riesce mai a dare a una ragazza quello che vorrebbe. Ne
occorrono almeno tre. Un marito, un amante e un vero amico”.
VOTO: 6,5
Soggetto: Ruju (66)
Sceneggiatura: Ruju (66)
Disegni: Dall’Agnol (13)
Uscita: aprile 2007

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