Davvero una
bella nottata per Dylan Dog: piantato in asso dalla sua ragazza e persino dal
motore del suo fido Maggiolino! A piedi e lontano da Craven Road, l'Indagatore
dell'Incubo incontra uno strano gruppo di ragazzi e decide di seguirli, ignaro
che così facendo si sta cacciando nel bel mezzo di una guerra
"fratricida": bande di vampiri, zombi, fantasmi, licantropi e streghe
lottano senza esclusione di colpi. Riuscirà Dylan a sopravvivere fino al
sorgere del sole?
L’ultimo Gigante
a storia unica è affidato alle cure di Paola Barbato che un paio d’anni prima
aveva sfornato per la stessa pubblicazione quel gioiellino che è Il senza nome.
Stavolta il colpo invece non riesce, anzi, considero questo uno dei lavori meno
interessanti di Paola per Dylan. Il soggetto è piuttosto semplice, consistendo
in pratica in una ri-adattamento in chiave orrorifica della trama de I
guerrieri della notte (The Warriors), film cult del 1979 diretto da
Walter Hill, omaggiato anche dalla locandina di Stano che ne re-interpreta la
locandina italiana. Nell’albo le gang sono sostituite da delegazioni delle
diverse creature del “lato oscuro” (vampiri, licantropi, zombi, fantasmi, demoni,
streghe, ecc..), ma il plot è più o meno lo stesso, con l’ovvia aggiunta di
alcuni elementi dylandoghiani e altri ispirati dal film Underworld (2003)
di Len Wiseman. La sceneggiatura si lascia leggere e lo dimostra il fatto che
si arriva alla fine senza avvertire troppo il peso delle tante pagine, ma è una
storia totalmente inadatta a Dylan Dog: combattimenti a go-go e intermezzi
sentimentali “alla Twilight”, anche se all’epoca il primo romanzo della saga di
Stephenie Meyer era invero appena arrivato in Italia e il vero modello di
riferimento in questo senso è più verosimilmente da ricercare nelle Cronache
dei Vampiri di Ann Rice; d’altronde il personaggio di Rutger ricorda molto il
vampiro Armand apparso in Intervista con il vampiro ed altri libri della
saga. In generale nel corso della storia si respira un’atmosfera fantasy, più adatta
ad un pubblico adolescenziale, che come saprete non incontra proprio i miei
gusti. Dylan è protagonista sì, ma già entra in gioco in modo poco credibile e
in ogni caso la vicenda avrebbe potuto svolgersi tranquillamente senza di lui, essendo
ininfluente nell’effettivo svolgersi degli avvenimenti. Tra l’altro non è neanche
la prima volta che il nostro rischia di subire il processo di vampirizzazione. Ci
sono però anche sequenze che funzionano e bene, su tutte la scena finale con il
sogno di Dylan, in cui compaiono oltre a Groucho e Bloch, anche la Trelkovski,
Lord Wells e Anna Never. Da ricordare anche la visione/allucinazione del primo
giorno di lavoro di Dylan a Scotland Yard e l’arrivo alla Congregazione dei Vampiri
di Londra (da pag. 161) con alcune vignette velate di sottile erotismo. Scelta
di Piccatto come disegnatore giusta, anche se la sua prova è altalenante: vi
sono tavole davvero curate e suggestive mentre altre, soprattutto quelle
dedicate alle scene d’azione, risultano confusissime. Nel complesso, comunque,
valuto positivamente il suo lavoro che ha previsto anche la realizzazione di
una quantità fuori scala di seni femminili.
Curiosità: Nell’albo
viene citato Manila quale esempio di uno dei tanti casi in cui Dylan si
è trovato ad affrontare vampiri (almeno quelli classici, non sclaviani). Invero
il nostro in precedenza si è trovato ad affrontare praticamente tutte le categorie
di mostri coinvolte nella “lunga notte”.
BODYCOUNT: non
quantificabile
TIMBRATURA:
No
CITAZIONE: “Ti
rivelerò un segreto. L’incubo è il mio lavoro… ma i sogni sono la mia passione!”.
VOTO: 5,5
Soggetto: Barbato
(28)
Sceneggiatura:
Barbato (27)
Disegni: Piccatto
(44)
Uscita:
novembre 2006


Un gigante che rivaluto di lettura in lettura: una storia abbastanza avvincente e con delle belle atmosfere notturne. Ho trovato anche una frase molto arguta e veritiera: "Tutti aggiustano i ricordi per renderli migliori, peggiori o più cinematografici".
RispondiEliminaInoltre, come scrivi anche tu, non ho mai avuto quela sensazione di brodo allungato, come in alcuni altri giganti a storia unica. Per me è un 7 😀 .
P.s. Però non ho visto il film.