giovedì 1 gennaio 2026

Dylan Dog #238 - Gli eredi del crepuscolo

 

A Inverary i giorni scorrono tutti uguali, l'uno l'esatta ripetizione dell'altro. Ma qualcosa sta cambiando e rischia di trasformare per sempre l'immobile realtà della “Zona”. E quando Dylan arriva laggiù per la terza volta fa un'inquietante scoperta: Inverary è diventata una città fantasma. Dove sono finiti tutti i suoi abitanti? La risposta è nel mistero stesso dell'esistenza, in quel labile confine che divide la vita dalla morte…

Terzo capitolo della saga di Inverary, dopo i nn. 7 e 57. All’epoca, visti titolo e intrigante copertina in anteprima, avevo aspettative altissime destinate però ad essere deluse. Intendiamoci, l’albo non è brutto, ma di fatto è superfluo non apportando nulla di realmente nuovo rispetto ai due episodi precedenti che avevano già detto (meglio) tutto quello che c’era da dire sulla “zona del crepuscolo”. Anzi, Hicks che decide di andare a morire con tutti i compaesani rovina il potente finale del n. 7 che si concludeva con il severo giudizio espresso da Dylan nei confronti del mad doctor animato da buone intenzioni. Ai testi non ritroviamo più Sclavi ma Masiero che si assume onore ed onere di concludere la trilogia, affidandosi alla formula collaudata dei primi due capitoli: sempre il medesimo incipit, la ripetizione di dialoghi e situazioni a simboleggiare un’esistenza sempre uguale a sé stessa, l’indagine di Dylan, cadaveri che si decompongono, l’ennesima variazione sul “caso di Mister Valdemar” di E.A. Poe. Sono ovviamente tanti i riferimenti alle due storie precedenti, anche grafici (es: la vignetta grande a pag. 34 è un omaggio alla copertina del n. 57), che però finiscono con l’accentuare la sensazione di non leggere nulla di nuove. A chine e matite ritroviamo invece l’inossidabile coppia M&G che si mostrano in buona forma, così come pure sul contemporaneo Maxi n. 9; certo il paragone con  i Montanari & Grassani di quindici e quasi venti anni prima è improponibile, basti guardare quanto è cambiata la loro interpretazione del volto di Dylan e in generale quanto meno dettagliati sono gli sfondi rispetto alle loro prime esperienze dylaniate. Non mancano però anche qui tavole suggestive come quelle in cui compare la Morte e quelle dedicate al “Valdemar”.

Curiosità: (1) Questo terzo capitolo della trilogia non esaurisce definitivamente tutta la questione. Ci ritornerà infatti molti anni dopo Alessandro Bilotta sullo Speciale con un prequel dedicato a, anzi agli, Hicks. (2) All'epoca Montanari & Grassani erano tornai a disegnare sulla serie regolare dopo ben 6 anni (il loro precedente lavoro risaliva al n. 164 La donna urlante). Ci sarebbero voluti oltre dieci anni per ritrovarli ancora sulla serie ammiraglia dylaniata, precisamente nel n. 369 Graphic Horror Novel).

BODYCOUNT: 3

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “La zona del crepuscolo esiste eccome… ed è dentro di me!”

VOTO: 6

Soggetto: Masiero (6)

Sceneggiatura: Masiero (6)

Disegni: Montanari & Grassani (56)

Uscita: luglio 2006


1 commento:

  1. Nel mio archivio ho scritto: Masiero pensa di essere filosofo, ma filosofo non è; pensa di essere Sclavi, ma Sclavi non è.

    Però alla fine le sue storie finiscono quasi sempre con l'essere di gradevole lettura e questa non fa eccezione!

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