In una
notte di tempesta il Maggiolino di Dylan decide di guastarsi e di lasciarlo a piedi
nel bel mezzo di un'isolata strada provinciale. All'Indagatore dell'Incubo non
resta che trovare rifugio nello sperduto Bates Motel. Dylan non rimane l'unico
occupante delle stanze dello scalcinato albergo e, nel giro di poche ore, le
camere si riempiono di altri clienti, giunti in quel luogo per scampare alla
furia della pioggia o spinti dalla semplice sfortuna. Ma la luce dei fulmini
che rischiarano la notte proietta un'ombra terribile su tutti loro… quella di
uno spietato assassino!
Brillante
con uno dei finali più sorprendenti di sempre. A me è sempre piaciuto… parlo di
Identità (Identity, 2003) ovviamente, il film di Mangold che
Sclavi ha cop… ehm... citato in quest'albo, fonte di ispirazione che verrà
rivelata solo nell’Horror Club dell’albo successivo per mantenere l’effetto
sorpresa. Nel soggetto andava forse messo il nome di Michael Cooney
(l'autore dello script della pellicola) per come pochissimo (nulla?) ci si
distacchi a livello di sinossi; solitamente questo per me non rappresenta un
problema e non lo riterrei un difetto neppure in quest’occasione se non fosse
che, per chi come me aveva già visto il film ai tempi, il possibile effetto
sorpresa si tramuta in un boomerang di delusione. Sclavi ci mette tanto mestiere
nella sceneggiatura, con scarsi e minimali dialoghi che portano a leggere
l'albo velocemente. Ci sono delle buone sequenze splatter, citazioni a go go
anche per Psycho (a partire dalla copertina che rievoca la leggendaria sequenza
della doccia rielaborata anche all’interno dell’albo), e qualche zampata del
buon vecchio Tiz che fu, come i pupazzi che parlano a "Norman Bates". Sono
i disegni di Stano, sublimi, a innalzare la mia valutazione della storia che
altrimenti considererei appena sufficiente: la pioggia incessante, il
misterioso killer senza volto, la coreografia degli omicidi creano un'atmosfera
stranissima, fredda, inquietante e surreale al tempo stesso.
Curiosità: (1)
Record assoluto, evidenziato anche nell’Horror Club: per la prima volta (e
finora unica, mi pare) Dylan Dog non
compare (davvero) in una storia che lo vede protagonista. (2) Sclavi e Stano
tornano a fare coppia dopo il n. 100. (3) Il personaggio di Paddy ha il volto
dell’attore Ernest Borgnine. Nel numero successivo, Marty, anche il
personaggio cui è intitolato l’albo ha le stesse fattezze!
BODYCOUNT: 9
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “Un incubo... è un incubo... ma non il mio
incubo!”
VOTO: 7
Soggetto: Sclavi (123)
Sceneggiatura: Sclavi (131)
Disegni: Stano (14)
Uscita: dicembre 2006

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