lunedì 5 gennaio 2026

Dylan Dog #240 - Ucronìa

 

Brett è ricco, elegante, alla moda e firmatissimo dalla testa ai piedi. Qualcosa, nel suo modo di essere, non convince Vera: l'affascinante modella che lo accompagna ultimamente è sicura che l'uomo sia uno “swasser”, qualcuno che esiste e non esiste allo stesso tempo!... Mentre scimmie in divisa militare volano su Londra a bordo del dirigibile Hindenburg, Andreas Schmitt sembra essere l'unico ad accorgersi di un gigantesco complotto per dominare il mondo. Forse solo la geniale mente del bizzarro professor Knock, immersa nelle sue elucubrazioni sulla teoria dei quanti, potrà aiutare Dylan a districare l'imprevedibile e surreale matassa.

Dopo averlo annunciato quasi un anno prima e averlo ricordato svariate volte nell’Horror Club degli albi precedenti, dopo interviste e anticipazioni apparsi su quotidiani e riviste, il ritorno di Sclavi dopo cinque anni di oblio rappresentò all’epoca per i lettori un evento (anzi l’Evento) ben più atteso della celebrazione dei vent’anni di vita editoriale dell’indagatore dell’incubo. Chiaro che il rientro del Tiz fu strategicamente inserito appena prima degli albi celebrativi per far da traino al ventennale e proiettare poi il personaggio verso il suo terzo decennio di pubblicazioni. Un ritorno che si rivelerà di brevissima durata e che non riuscirà a riaccendere davvero l’entusiasmo sopito dei fan. Con me invece sfondò una porta aperta e salutai questa storia come una boccata d’aria fresca, gridando al capolavoro. Dopo quest’ennesima rilettura devo ammettere, invece, che non mi è più facile dare un giudizio così netto. Ci sono indubbiamente alcuni passaggi che sono lì giusto a dimostrare che se Sclavi ha voglia non ce n'è per nessuno. E ci sono cose per lui semplicissime, come pag. 13, una sequenza apparentemente banale che per me certi autori non riuscirebbero a riprodurre con così tanta disinvoltura. Puro mestiere indubbiamente, altri però se lo sognano questo mestiere. Come da tradizione il Tiz abbonda con le citazioni, alcune delle quali apertamente dichiarate fin dall’Horror Club; quella del Patrick Bateman di American Psycho di Bret Easton Ellis è però talmente spudorata da risultare fastidiosa. Il papà di Dylan decide di giocare sul sicuro sia con i temi (gli universi paralleli che qui diventano un unicum dove tutto esiste e non esiste allo stesso tempo, i “comunazi”, il razzismo), che con i personaggi (l’immancabile serial killer, l’impiegato vessato e complottista, il ritorno del professor Knock dopo il n. 125) e le atmosfere (surreale e grottesco sono onnipresenti) ma le sue carte le gioca ancora benissimo: ritmo incalzante, splatter a go-go, tanta ironia e un finale da interpretare come ai vecchi tempi, in cui qualcuno intravede anche una sorta di addio al personaggio. Di contro troviamo un Dylan Dog che ha scarsissimo peso specifico nell’economia della vicenda e un Groucho insolitamente (per Sclavi) poco ispirato a livello di battute. Ai disegni ritroviamo un Saudelli anche lui, come Sclavi, assente da cinque anni dalla serie. Il disegnatore romano ritorna in grandissimo spolvero quasi ai livelli dell'eccelso esordio con L'occhio del gatto e trova nella conturbante Viva terreno fertile per esprimere al meglio la sensualità che le sue matite da sempre sanno sprigionare. Forse gli avrei preferito Brindisi considerato i temi affrontati nell’albo, ma va bene così. La copertina di Stano è ingannatrice.

Curiosità: (1) Secondo la Treccani, il termine “ucronìa” [ che deriva dal francese uchronie (voce coniata dal filosofo Charles Renouvier nel 1876), come fusione con u- di utopie «utopia», dal gr. χρόνος «tempo, periodo di tempo»] indica la sostituzione di avvenimenti realmente accaduti in un determinato periodo storico con altri, frutto di fantasia ma verosimili. Tra le opere letterarie che ne hanno fatto uso, sull’Horror Club (inedito) viene citato il romanzo Fatherland di Robert Harris basato sulla premessa ipotetica di una Germania nazista vincitrice della Seconda Guerra Mondiale. Nell’albo Sclavi va oltre ipotizzando addirittura un’alleanza Hitler-Stalin e l’avvento del “comunazismo”. (2) A pag. 37 omaggio alla saga cinematografica de Il pianeta delle scimmie. (3)Da pag. 38 a pag. 40 il professor Knock cerca di spiegare a suo modo a Dylan la teoria dei quanti, fornendogli un esempio pratico del famoso “paradosso del gatto di Schrödinger”.

BODYCOUNT: 8 (oltre a una serie di altre vittime non quantificabili)

TIMBRATURA: Sì (1, Viva)

CITAZIONE: “Tutto esiste e non esiste contemporaneamente.”

VOTO: 7,5

Soggetto: Sclavi (122)

Sceneggiatura: Sclavi (130)

Disegni: Saudelli (6)

Uscita: settembre 2006


1 commento:

  1. Ho mollato “Dylan Dog” al n. 149 e ho cominciato a ricomprarlo col n. 241, quindi mi sono perso tutta l’attesa per il ritorno di Sclavi. Ho comprato l’albo un paio di anni dopo la sua uscita, quando ho recuperato gli albi mancanti a prezzo pieno sul sito della Bonelli (non conoscevo ancora Ebay, purtroppo): l’ho trovato molto gradevole, anche se difetta un po’ d’immediatezza (bisogna rileggerlo più volte per assorbirlo bene). Saudelli è sempre un bel vedere, ma ritrae Groucho troppo basso (come Roi).

    P. s. Sul n. 239, concordo con te!

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