Un autobus corre nella notte
lungo la Dark Line, una linea che nessuno ricorda esserci mai stata, raccogliendo,
una fermata dopo l'altra, passeggeri apparentemente comuni, ognuno con la
propria storia fatta di speranze deluse e sogni infranti. Uomini e donne in
bilico sulla linea sottile che divide la luce che abbaglia dalle tenebre che
celano fameliche creature pronte a sbranare gli sventurati che capitano loro a
tiro. Una trappola mortale nella quale l'Indagatore dell'Incubo diviene per
tutti… la sola speranza!
Quarta storia per Marzano, che ritorna
sull’Almanacco sulle pagine del quale aveva esordito tre anni prima. Storia che
ha qualche punto in comune, a livello ideologico, con Il treno dei dannati di
Ruju (non a caso citato a pag. 73, o 39° tavola, tra le avventure dylaniate su
mezzi di trasporto, insieme a Titanic) e che, non so perché, mi ha
sempre richiamato alla mente qualcosa di indefinitamente kinghiano. Si parte
benissimo, complice anche un Casertano quasi "vecchia" scuola (almeno
per quanto riguarda i primi piani, mentre gli sfondi sono quasi sempre bianchi
o spogli), si respira quasi l’aria dei vecchi tempi: l'idea dell'autobus che
mostra sprazzi di possibili futuri dei passeggeri senza inutili spiegazioni e i
"perduti" del piano superiore funzionano. A penalizzare il tutto
arriva però la parte finale: non è tanto il ricorso alla speranza,
sostanzialmente corretto, ma il modo stucchevole in cui il messaggio viene
veicolato, in maniera anche troppo esplicita. Di fatto si "perdono"
solo quelli che fin da subito apparivano designati (Marzano ce la mette davvero
tutta per renderci antipatico Travis e ci riesce), mentre il sacrificio di uno
(o più) dei comprimari "positivi", oltre ad essere un dazio doveroso
per il genere horror, avrebbe dato maggior pathos e incertezza alla
conclusione. Anche l’assenza di Groucho è pesante, perché le sue battute sarebbero
servite come il pane per sdrammatizzare alcuni momenti. La copertina di Stano,
Dylan a parte, è bruttina.
Curiosità: Le pagine dei dossier
dell’Almanacco tornano a colori nel 2007
dopo 14 anni dall’ultima volta.
BODYCOUNT: 3
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “Non ha mai voluto
dirci il suo nome… ma può essere uno solo… speranza.”
VOTO: 6
Soggetto: Marzano (4)
Sceneggiatura: Marzano (4)
Disegni: Casertano (31)
Uscita: marzo 2007

Posso fare un discorso simile alla precedente: forse la miglior storia di Marzano e, più in generale, una delle migliori di quegli anni. Una lettura gradevolissima nella sua semplicità!
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