domenica 18 ottobre 2026

Dylan Dog Gigante n. 16: Cuore di zombie - Febbre di ghiaccio

 

Le due storie brevi di questo sedicesimo gigante segnano il debutto nella serie di un nuovo sceneggiatore, Alessandro Bilotta, destinato a divenire uno degli autori bonelliani più acclamati degli ultimi vent’anni, e di un nuovo disegnatore che però firmerà qui la sua unica prova dylaniata.

 CUORE DI ZOMBIE

Bilotta, romano classe 1977, arriva in Bonelli con già un solido background fumettistico (e non solo) alle spalle: oltre ad essere stato tra i fondatori della casa editrice Montego aveva già collaborato in Italia con Magic Press, Star Comics, Edizioni San Paolo, Panini Comics e in Francia con Humanoïdes Associés, Delcourt e Vents d’Ouestche. Scorrendo il suo curriculum non è difficile immaginare che prima o poi sarebbe approdato alla serie: Dylan Dog e Sclavi sono tra le sue prime influenze dichiarate, inoltre aveva frequentato giovanissimo la Scuola Romana dei Fumetti entrando in contatto con Giuseppe Ferrandino, uno che albi dylaniati ne aveva scritti, pochi, ma ottimi. Già questo esordio tratta di morti viventi che diverranno protagonisti assoluti nell’apprezzatissima saga alternativa del “Pianeta dei Morti” (a proposito, Bilòt, ma quando la terminiamo??).  Il soggetto di questa breve è invero piuttosto semplice e lineare, lontano dall’ermetismo e dall’autorialità dei lavori successivi. Lo zombie cela alle sue spalle un dramma amoroso-familiare con tanto di omicidio, cerca di commuovere evitando la lacrima facile. Ma la sceneggiatura stupisce: in sole 24 pagine costruisce una storia “densa” di eventi, con personaggi ben caratterizzati grazie a giusti ed essenziali particolari, tanto che alla fine sembra quasi di aver letto un albo della serie regolare. Non mi convince solo la certezza con cui Dylan sentenzia che Lord Whittington è stato avvelenato. I disegni di Bigliardo vengono esaltati dal formato “gigante”. Stupendi in particolare alcuni primi piani come quello di Sarah a pag. 108 (10° tavola) o quello degli sgherri, ultima vignetta di pag. 114 (16° tavola) con il particolare dello zombie riflesso nelle lenti degli occhiali da sole.

Curiosita: (1) A Pag. 104 (6° tavola) citati Boris Karloff e il Frankenstein del 1931 di James Whale. (2)La poesia di E.A. Poe. cui accenna Rory a pag. 110 (12° tavola) è Il lago.

BODYCOUNT: 4

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Dylan, secondo te, gli zombie quando muoiono, vanno in paradiso?”

VOTO: 7

Soggetto: Bilotta (1)

Sceneggiatura: Bilotta (1)

Disegni: Bigliardo (10)

 

FEBBRE DI GHIACCIO

Storia breve e onirica di Enna che avrebbe forse trovato miglior collocazione in un Color Fest, considerandone la natura poetico-sperimentale e i disegni, molto buoni tra l'altro. L’esordiente Antonio De Luca, illustratore e visual artist con incursioni nel mondo del fumetto, a conti fatti si rivelerà una guest star, visto per Dylan non disegnerà altro, ed è un peccato perché i suoi disegni, che in alcune vignette ricordano il primo Roi, contribuiscono a creare l’atmosfera giusta per la storia. Enna concepisce una sorta di inno all’amore impossibile (vengono citate Lillie e Morgana), paragonato a una febbre che brucia dentro. Più un divertissement che altro, io avrei persino evitato la cornice finale lasciando sospeso quel che accade come in un sogno.

Curiosità: (1) A pag. 227 sono citati i film Il grande freddo (The Big Chill, 1983) di Lawrence Kasdan e L’era glaciale (Ice Age, 2002) di Chris Wedge. (2)Nell’ultima pagina il Dottor Russel, riferendosi all’amore, cita indirettamente Dylan  quando parla di fenomeni soprannaturali: “Il fatto che io ci creda è del tutto irrilevante. Ciò che conta è che non mi rifiuti a priori di crederci”. (3)La storia è stata ristampata in formato “classico” su Super Book n. 56.

BODYCOUNT: 0

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “L’incubo – lui pensava – è sentirsi soli in mezzo a una folla di pensieri”.

VOTO: 7

Soggetto: Enna (7)

Sceneggiatura: Enna (7)

Disegni: Antonio De Luca (1)

Uscita: novembre 2007


Nessun commento:

Posta un commento