lunedì 26 ottobre 2026

Dylan Dog #257 - Il custode

 

Nella piccola comunità montana di Maggwann, il ritrovamento di un sarcofago di pietra, che contiene il cadavere di un gigantesco uomo vestito in abiti settecenteschi, dà il via a una serie di orribili omicidi. Chiamato a investigare, Dylan Dog scopre presto a sue spese di trovarsi di fronte a un avversario immortale e spietato, lo stesso che aveva già mietuto vittime in quella zona in epoche passate. Il solo modo di sconfiggerlo pare quello di scoprire il segreto che cela un antico pugnale ritrovato nella tomba. Ma per l'Indagatore dell'Incubo si tratta di una corsa contro il tempo, perché il mostro ha già individuato le sue due prossime vittime: Justine Lumley, dottoressa del paese, e Hugh Beacham, il capostazione.

Dopo un rodaggio di sei storie pubblicate su Maxi, Almanacco e Gigante, arriva per Giancarlo Marzano il momento di debuttare sulla serie regolare a quattro anni dal suo esordio dylaniato. E lo fa con una storia genuinamente horror, illustrata in maniera dignitosa da Piccatto che alterna buone tavole (ben riuscite in particolare le vignette che ospitano primi piani) ad altre decisamente più “tirate via”. Della sceneggiatura pollice alto per il prologo, dichiaratamente ispirato al film La stazione (1990) di e con Sergio Rubini, da cui viene mutuato, ma anche rielaborato il personaggio del capostazione. L’incipit è in medias res  e la narrazione è inframezzata da flashback, il primo dei quali un po’ furbetto.  Marzano insiste un po’ troppo nel reiterare la formula, al punto che abbiamo anche altri flashback all’interno dei flashback, finendo con l’appesantire un filo troppo la narrazione. Il principale difetto è però la scrittura del personaggio di Dylan che appare spento e monodimensionale (come diverrà d'abitudine durante la gestione Gualdoni), sebbene gestisca e risolva l'indagine. Sono sempre dell'idea che albi come questo avrebbero tratto notevole giovamento da un uso massiccio dello splatter, ma ormai erano altri tempi da un pezzo. Copertina di Stano un po’ anonima.

Nel complesso si lascia leggere, anche se l’assenza totale di Groucho pesa.

Curiosità: (1)Il custode è anche il titolo italiano di Mortuary, film di Tobe Hooper del 2005. (2)L’alfabeto ogamico di cui si fa cenno nella storia è effettivamente un tipo di scrittura che fu in uso soprattutto per trascrivere antiche lingue celtiche.

BODYCOUNT: 9

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Io non credo alle coincidenze, sergente.”

VOTO: 6

Soggetto: Marzano (7)

Sceneggiatura: Marzano (7)

Disegni: Piccatto (46)

Uscita: febbraio 2008


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