venerdì 30 ottobre 2026

Almanacco della Paura 2008 - Appuntamento con il destino

 

Scampata per miracolo a un terribile incidente automobilistico, di cui vede in anticipo l'esito fatale, Johanna, una ragazza apparentemente comune, scopre di possedere il dono di prevedere la morte delle altre persone. Non solo le morti naturali ma, soprattutto, omicidi e stragi legate all'opera di un pericoloso criminale che uccide utilizzando spaventosi ordigni esplosivi, ogni volta più potenti e letali. Quando Johanna si rivolge a Dylan Dog per chiedere il suo aiuto, l'Indagatore dell'Incubo non può immaginare che presto una delle visioni della sua bella cliente avrà proprio lui come protagonista…

Storia discreta questa di Mignacco di cui, devo ammettere, avevo un ricordo anche migliore. Di difettucci ce ne sono: alcuni dialoghi, la facilità con cui Dylan crede tutto ma non pensa ad avvertire subito le forze dell’ordine, la freddezza di Bloch di fronte alla morte dell'amico, ma Mignacco è bravo a nasconderli, un po' come la proverbiale polvere sotto il tappeto, grazie a una sceneggiatura veloce e incalzante. Si ritorna poi ad usare l’espediente delle vite future dei personaggi, uno dei marchi di fabbrica del periodo d’oro della serie e lodevole la scena della lacrima di un Groucho più triste che mai. L'utilizzo della Morte nel finale una volta tanto non è pretestuoso, ma anzi funzionale per far quadrare il cerchio con il prologo e compensare la mancanza di carisma dell'Unabomber di turno, tenuto però giustamente in secondo piano perché i conti tornino. Johanna si salva, invece, dall'anonimato per merito (o per colpa) di un sacrificio di cui sarebbero stati capaci solo i “Grandi Amori” dell’indagatore dell’incubo, anche perché viene descritta come “forse tu sei la donna che più lo ha amato… e Dylan Dog non lo saprà ma!”. Il nostro poi torna finalmente a timbrare e ci scappa pure un capezzolo, visione che sembrava diventata un tabù a quei tempi. Freghieri ai disegni viaggia abbastanza con il pilota automatico, ma ha un'impennata qualitativa quando raffigura la Morte nel finale e il suo “uomo dal vestito bianco” riesce a risultare sufficientemente inquietante. La copertina di Stano è funzionale nel lasciar presagire quello che potrebbe essere l’appuntamento con il destino di Dylan.

Per quanto riguarda l’Almanacco, è almeno da menzionare il dossier dedicato al maestro Dario Argento in cui Maurizio Colombo riesce a inserire qualche chicca, malgrado le poche pagine a disposizione lo costringano a riassumere sinteticamente la carriera del grande cineasta romano.

BODYCOUNT: 2

TIMBRATURA: Sì (1, Johanna)

CITAZIONE: “Che strano… Sentiamo il bisogno di solitudine, proprio quando ci sentiamo più soli”.

VOTO: 7

Soggetto: Mignacco (17)

Sceneggiatura: Mignacco (19)

Disegni: Freghieri (49)

Uscita: marzo 2008


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