Un
misterioso maniaco si è guadagnato il soprannome di "lo Scavatombe".
Il suo hobby? Seppellire le sue vittime quando queste sono ancora in vita!
Il nono
Maxi è affidato a tre penne dylaniate “fresche”, di cui una addirittura
esordiente. La prima storia, che si guadagna anche l’onore della funerea
copertina di Stano (di cui peraltro non apprezzo né il terreno né la fossa), è
a firma Giancarlo Marzano. L’autore torinese confeziona per tre quarti di
sceneggiatura una discreta indagine di routine con un killer dal look
particolare (indossa una maschera da medico della peste, anche se Dylan la
definisce maschera “da becchino”) e un leggero alone di soprannaturale
suggerito dall’inquietante presenza del corvo. Purtroppo nell’ultima parte
giunge implacabile come una condanna, l'(in)evitabile spiegone finale che
lascia anche un po' l'amaro in bocca, non tanto per l’identità dell’assassino
(ci si arriva piuttosto agevolmente) quanto per quelle che sono le sue motivazioni.
Il suo folle discorso sulla concatenazione delle morti avrebbe anche un bel
sapore orrorifico alla Final Destination (l’idea, pur rielaborata,
arriva da lì) ma di fatto viene sbugiardato da quella che, stringi stringi, è
una questione personale. Il controfinale “chiaverottiano” rimette però la vicenda
sui giusti binari. Delle tre storie di questo Maxi, questa è quella che vanta i
migliori disegni da parte degli insostituibili Montanari&Grassani. Da lodare
le inquadrature e la scansione delle vignette nelle tavole 26-27. Qualche
dubbio invece sulle anatomie e la presa del killer su Dylan nell’ultima
vignetta di pag. 59.
Non so perché
mi ha sempre ricordato Giorno Maledetto. Sostenuto il ritmo della
narrazione, ben venga! Strappa la sufficienza, pur risicata (aggiungerei un ideale "meno meno" alla valutazione), considerato il
contesto “Maxi”.
Curiosità: (1)
La ricerca disperata di Evelyn, sepolta viva, sembra essere ispirata all’episodio
Sepolto Vivo (Grave Danger) di CSI – Scena del crimine, doppio episodio
della quinta stagione famoso per essere stato diretto da Quentin Tarantino. (2)
A pag. 55 Dylan va al cinema a vedere King of the zombies, ma non è dato
sapere se sia una pellicola di fantasia o il film del 1941 diretto da Jean Yarbrough.
(3)Rimane qualche dubbio sull’età dell’assassino (la data sulla tomba complica
un po’ la questione) e sulla sua altezza (viene descritto come molto alto, ma
poi è come Dylan, anche se sappiamo che il nostro basso non è).
BODYCOUNT: 5
TIMBRATURA:
Sì (1, Evelyn)
CITAZIONE: “Ma
almeno in questo caso si scoprirà subito l’identità dell’assassino: il
soprintendente!”
VOTO: 6
Soggetto: Marzano
(3)
Sceneggiatura:
Marzano (3)
Disegni: Montanari
& Grassani (53)
Uscita:
giugno 2006

Ciao, buone feste!
RispondiEliminaConcordo con quel che dici, specie sullo spiegone, ma tutto sommato la trovo una storia gradevole e con un colpo di scena doloroso che non mi sarei mai aspettato.
Buone feste anche a te!
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