Ian Benson è una modesta
persona come tante. Non fa una vita particolarmente
eccitante, lavora per la ditta del suocero, ha una moglie che lo sopporta e un
giovane figlio che per lui è quasi un
alieno. Il signor Benson, però, non è affatto tranquillo e sereno. È
convinto che il fantasma di una donna lo stia perseguitando e per persuadere
Dylan ad aiutarlo a liberarsene riesce addirittura a mostrargli una fotografia
dello spettro. Perché
l'affascinante ectoplasma ha preso di mira proprio quest'uomo qualunque?
Storia nata da una costola della
doppia dei nn. 198-199 “La legge della giungla/Homo homini lupus", con cui
condivide la battaglia di Dylan contro la "legge del più forte", introducendo
anche di riflesso il tema del bullismo. A questo proposito bellissimo il
dialogo al college con il bidello (?), che espone la sua poco condivisibile
teoria sulle vittime, colpevoli (di mancanza di coraggio) quasi come i loro
carnefici. La sceneggiatura è solida e asciutta, senza picchi né cali,
concentrata sul messaggio di fondo che Medda vuole comunicare e con un apprezzabile
finale “cattivo”. In fondo Dylan risolve sì il caso, ma senza prevederne e
arrestarne le conseguenze. Mi rimane solo il dubbio di Ian che non avrebbe
dovuto vedere il fantasma, ma forse il significato è che, riprendendo il
dialogo di cui sopra, il confine tra vittima e carnefice è talmente labile che
può addirittura invertirsi (ce lo insegnano anche alcuni film horror). Freghieri
mi era piaciuto nell’allora
contemporaneo Il vivaio, mentre qui lo ritrovo con il pilota automatico
a pieno regime, con scarsa attenzione anche ai volti stavolta. I tre
antagonisti risultano assolutamente anonimi nelle loro fattezze. La copertina
di Stano presenta invece un cielo notturno con pennellate “vangogghiane” e un
bell’effetto luce a illuminare Dylan e il cadavere.
Curiosità: (1)Per la prima volta Dylan si trova a dover usare, suo malgrado, un telefono cellulare. (2)A proposito dei nn. 198-199, Dylan torna a trovare Stan, l'esperto informatico apparso anche nel n. 209 La bestia. (3) A pag. 43 Dylan finge di lavorare per il programma televisivo "Night Blue", un evidente citazione del programma "Blu Notte" in onda sulle reti Rai dal 1998 al 2010, con la conduzione di Carlo Lucarelli. (4)Nell'Horror Club (inedito) vengono presentati: il primo romanzo di Paola Barbato ("Bilico"), la nuova miniserie Bonelli "Demian" ideata da Pasquale Ruju e il nuovo romanzo di Tiziano Sclavi, Il tornado di valle Scuropasso.
BODYCOUNT: 4
TIMBRATURA: No
CITAZIONE: “E’ molto più
difficile ammettere a se stessi che non hanno coraggio… Che in una certa misura,
per quanto piccola, sono complici dei loro aguzzini”
VOTO: 7,5
Soggetto: Medda (15)
Sceneggiatura: Medda (15)
Disegni: Freghieri (45)
Uscita: maggio 2006

Una volta non mi piaceva, ma col tempo l'ho rivalutata: solo una certa verbosità la frena un poco. Stan l'ho trovato ieri in "Luci della ribalta" (Color fest n. 7), dove ha fatto carriera grazie alla partecipazione in un reality show 😆 .
RispondiEliminaP.s. Non ho commentato gli ultimi due albi perché ero totalmente concorde con quanto hai scritto!
Mi preoccupo sempre quando siamo d'accordo!
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