Un'isola deserta, una ragazza che è la sintesi di tutte le donne che Dylan ha amato, un esercito di uomini con la bombetta, il cimitero dei potenti e, sopra ogni altra cosa, "Il Tribunale". Elementi all'apparenza scollegati tra loro e uniti solo dalla corsa disperata dell'Indagatore dell'Incubo verso un appuntamento a cui non può mancare e che sembra essere stato fissato dal diavolo in persona: il 6 giugno, alle ore 6, 6° piano, ascensore numero 6. Arrivare in orario non dovrebbe essere difficile, purchè la fame, la sete e la paura non lo uccidano prima!
Dopo la parentesi del quarantennale, riprendiamo il nostro viaggio nella storia dylaniata con un altro celebrativo che, però, celebra senza tirare in ballo padri, figli e spiriti santi e senza affrontare direttamente passato, presente e futuro dell’indagatore dell’incubo. Non rinuncia comunque a richiamare in scena a comprimari più o meno importanti, fin dalla copertina “ruffiana”, non tra le più memorabili di Stano. C’è la ragazza sintesi di tutte le ragazze che Dylan ha amato: un po’ Morgana, un po’ Lillie, un po’ Bree (vedasi orecchini). C’è il dottore che ha le fattezze dello Xabaras apparso nel ventennale. Compaiono l’immancabile galeone, il direttore degli Inferni, la Morte, Botolo e il professor Knock, che alla sua terza apparizione, dopo i nn. 125 e 240, cominciavo a trovare insopportabile. Intorno a questi camei, Sclavi imbastisce una trama molto classica, di dichiarata ispirazione kafkiana, con un incipit che ricorda Il mistero dell'isola d'Yd e l’ennesima critica alla classe dirigente che appare qui un filo stantia. Dylan rinchiuso sei giorni nell’ascensore in preda alla claustrofobia mi ha fatto pensare a Fantozzi murato vivo nei gabinetti della megaditta nel primo mitico film di Luciano Salce. Da citare una battuta di Groucho sull'IA in anticipo sui tempi. La sceneggiatura essenziale di Sclavi è compensata (e sublimata) dalla magnificenza dei disegni di Brindisi. Stratosferica tutta la sequenza di Dylan alle prese con i “poteri forti” zombi, così come la vignetta finale. E un galeone così bello come quello di pag. 56 non credo di averlo mai più visto. Neppure la colorazione, realizzata per l’occasione dallo Studio Tenderini, limita la magnificenza del lavoro dell’artista salernitano. Avrei la curiosità di ammirarlo in bianco e nero, ma mi pare che anche la ristampa in versione Book sia uscita a colori.
Sclavi si congeda nuovamente dalla serie, senza che nulla lo lasciasse presagire e senza annunci di alcun tipo. E stavolta il suo allontanamento volontario si rivelerà infinitamente più lungo delle precedenti. Ci vorranno oltre nove anni per rivederlo all’opera con Dopo un lungo silenzio. Ci salutava qui con quest’albo concepito unicamente per esaltare i disegni di Brindisi.
Curiosità: (1) Scopriamo qui l’altezza di Dylan: 1,85 metri. (2)Dylan conosce il Jime?? Anche questo non si era mai saputo prima, né successivamente nel prosieguo della serie (a meno che ricordi male) il nostro vi farà più ricorso o accennerà alla cosa. (3) A pag. 14 la Giustizia ha il volto Medusa. (4)Ascensore per l’inferno è anche il sottotitolo italiano di Angel Heart, l’inquietante film di Alan Parker del 1987 con protagonista Mickey Rourke.
BODYCOUNT: 0
TIMBRATURA: Sì (1, la donna che è la sintesi di tutte le ragazze amate da Dylan)
CITAZIONE: “Aula 66. Caso 666. Dog, Dylan”.
VOTO: 7
Soggetto: Sclavi (125)
Sceneggiatura: Sclavi (133)
Disegni: Brindisi (32)
Uscita: luglio 2007

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