domenica 1 novembre 2026

Dylan Dog #259 - Da una lontana galassia

 

A quindici anni di distanza dall'uccisione dei nonni, avvenuta quando era poco più che bambino, Luc Faraday, famoso scrittore di fantascienza, ha riacquistato parte della memoria perduta per lo shock. Ora ricorda chiaramente che a commettere quegli omicidi non furono, come aveva testimoniato al processo, i membri di una banda di rapinatori, ma dei mostri venuti dallo spazio. Per scoprire quindi la verità sul suo passato, Luc chiede a Dylan Dog di accompagnarlo a Northland, la sua città natale, dove tutto ha avuto inizio… e dove tutto finirà!

Vedendo la presentazione dell'albo in quarta di copertina nel #258 mi ero quasi esaltato con la vignetta delle maschere da hockey disegnata da Roi, molto inquietante. Peccato sia una delle pochissime cose da salvare di una storia il cui principale problema non è tanto di essere trita o derivativa ma di essere sceneggiata malissimo. Il buon Luc, attorno a cui ruota tutta la vicenda, è presentato come un complessato e da sempre, non solo da quando inizia a rivedere gli "hockeysti" ma, prima ancora, per non saper distinguere realtà dalla fantasia dei suoi romanzi. E’ davvero difficile immaginarlo come uno scrittore di successo e non come uno che avrebbe dovuto passare la sua vita nel manicomio di Harlech. Anche la costruzione della trama gialla non convince perché la pista aliena non è approfondita e quindi non viene mai presa seriamente in considerazione né da Dylan né, a maggior ragione, dal lettore. Invece salta fuori la solita cospirazione di paese in cui basta rapinare tre ville per diventare ricchi sfondati in 5. Ancora non capisco poi perché Fell avrebbe dovuto vuotare il sacco. Boh... Dylan gira a vuoto, ha un flirt abortito con la monodimensionale agente e alla fine non risolve manco il caso: né lui né l'ispettrice ci erano arrivati e vengono salvati da altri (e magari fossero stati davvero gli alieni!!!). Mignacco infarcisce l’albo di citazioni a tema, forse l’unico particolare davvero interessante.

Mezzo punto in più per i disegni di Roi: perturbanti le sequenze "lunari" con le maschere da hockey (con buona pace di Jason Voohrees) e l'incursione "aliena" finale. Bella anche la copertina, fuorviante, di Stano.

BODYCOUNT: 5

TIMBRATURA: No

CITAZIONE: “Gli alieni scendono sul nostro pianeta… E per farlo scelgono proprio la città più noiosa di tutta l’Inghilterra!”

VOTO: 4,5

Soggetto: Mignacco (18)

Sceneggiatura: Mignacco (20)

Disegni: Roi (46)

Uscita: aprile 2008


1 commento:

  1. Sì, avrei dato un voto un filo più alto ma alla sufficienza non arriva: difficile capire perché nello stesso mese abbiano deciso di pubblicare la storia bella di Mignacco sulla collana a più bassa tiratura e quella debole sulla collana a più alta tiratura.

    Roi bravo nella creazione delle atmosfere, ma non mi hanno convinto i labbroni di Mimi.

    RispondiElimina